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10 ANNI DAL SISMA: «LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE NON DEVONO RALLENTARE LA RICOSTRUZIONE. LA PRIORITÀ È RESTITUIRE UN FUTURO AI TERRITORI COLPITI»

Muccia, 28 ottobre 2026. Oggi ci siamo riuniti a Muccia, in occasione del 10^
anniversario del terremoto del 2016, una tragedia che ha profondamente
segnato le Marche e l’intero Appennino centrale, provocando oltre 41.000
sfollati, circa 300 vittime nelle quattro regioni coinvolte, di cui 52 vittime nelle
Marche.
Questa seduta del Consiglio Regionale avrebbe dovuto rappresentare un
momento di ricordo, ma soprattutto un’occasione per fare il punto sulla
ricostruzione e sul futuro dei nostri territori.
E invece abbiamo assistito al tentativo di trasformare una delicata vicenda
giudiziaria in un processo politico contro il presidente Francesco
Acquaroli e l’intera amministrazione regionale.
Voglio essere chiara: la magistratura deve svolgere il proprio lavoro con il
massimo rigore e, se sono stati commessi reati, è giusto che i responsabili ne
rispondano.
Ma le responsabilità penali sono personali e non possono essere
arbitrariamente estese a chi non risulta coinvolto.
Il presidente Acquaroli non risulta indagato, così come non risultano coinvolti
assessori, consiglieri regionali o dirigenti della Regione.
E allora, su quali basi si cerca di attribuire al Presidente responsabilità che non
gli vengono contestate dalla magistratura?
Piuttosto va dato merito ad Acquaroli di aver tempestivamente rimosso
dall’incarico il Capo di Gabinetto, solo sulla base di presunti comportamenti poco
trasparenti, pur in assenza di riscontri concreti.
Un comportamento che a mio avviso dimostra responsabilità e attenzione
alla tutela dell’istituzione regionale, non certo complicità o connivenza.
Ma vorrei ora riportare l’attenzione sul vero tema di questa seduta: la
ricostruzione post-sisma.
C’è un detto che recita: «Un albero che cade fa più rumore di una foresta
che cresce». Ed è proprio quello che sta accadendo.
Mentre tutta l’attenzione viene concentrata su questa inchiesta, rischiamo
di dimenticare lo straordinario lavoro compiuto negli ultimi anni.
Dall’insediamento del senatore Guido Castelli alla guida della struttura
commissariale, nel gennaio 2023, come lui stesso ha ricordato, la
ricostruzione ha finalmente conosciuto una significativa accelerazione,
nonostante le enormi difficoltà incontrate.

Difficoltà aggravate anche dalla concomitanza con il Superbonus 110%, una
misura scellerata introdotta dal Governo Conte II nel luglio 2020, che ha
contribuito a saturare il mercato edilizio, rendendo più difficile reperire
imprese, professionisti, manodopera e materiali, con conseguenti aumenti
dei costi e rallentamenti.
Forse l’allora Presidente del Consiglio non si era reso conto che c’era stato circa
4 anni prima un terremoto devastante nell’Appennino Centrale che sarebbe
stato il cantiere più grande d’Europa.
Il superbonus 110% ha comportato un costo per lo Stato di circa 174 miliardi
di euro e crediti d’imposta fittizi e oggetto di truffa scoperti dall’Agenzia delle
Entrate e dalla Guardia di Finanza per che supera i 15 miliardi di euro
Io vivo a Fabriano, un Comune colpito dal sisma, e ho visto tanti edifici
riqualificati con il Superbonus mentre famiglie terremotate attendono ancora di
poter rientrare nelle proprie case.
Ricostruire una casa danneggiata dal terremoto non può essere meno
urgente che riqualificare un edificio già abitabile.
Naturalmente, questo non giustifica gli episodi di corruzione legati alla
ricostruzione post-sisma.
Ma non possiamo permettere che responsabilità individuali
compromettano il lavoro di centinaia di persone e provochino nuovi
rallentamenti nella ricostruzione che deve poter continuare.
Perché dietro ogni cantiere ancora aperto ci sono famiglie che aspettano da
dieci anni, imprese che hanno bisogno di ripartire e giovani che devono poter
scegliere di restare nei propri territori.
La ricostruzione non è soltanto edilizia: è anche economica, sociale e
demografica. Significa contrastare lo spopolamento, sostenere le attività
produttive e restituire prospettive di futuro alle aree interne.
La magistratura faccia il proprio lavoro, con rigore e senza
condizionamenti. La politica faccia il suo, con serietà e senso delle
istituzioni.
Le Marche hanno bisogno di responsabilità, collaborazione e istituzioni credibili,
non di campagne di delegittimazione.
Confermo la mia piena fiducia nel presidente Francesco Acquaroli e nella sua
capacità di guidare la nostra Regione.
Perché il modo migliore per onorare le vittime del terremoto, a dieci anni
da quella tragedia, non è alimentare polemiche, ma continuare a ricostruire
case, comunità, economia e futuro.
Mirella Battistoni – Consigliere Regione Marche.