Un giallo in musica durante le prove di “Tosca”: a Jesi la prima assoluta de “L’esecuzione” di Salvatore Passantino e Marco Malvaldi
Nuova opera commissionata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, in coproduzione con il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena. Debutto al Teatro Pergolesi sabato 14 novembre ore 20.30, replica domenica 15 ore 16, anteprima giovani giovedì 12 novembre ore 16. Direzione di Eddi De Nadai, regia di Italo Nunziata
Italia, primi anni Cinquanta. Poco prima dello spettacolo si prova la scena finale di “Tosca”, la fucilazione di Cavaradossi: il tenore cade, lancia un urlo e non si rialza. Non è finzione, perché è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco. Comincia così “L’esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca”, opera su musica di Salvatore Passantino e libretto di Marco Malvaldi (edizioni Curci), nuova commissione e nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini, in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena. Va in scena in prima esecuzione assoluta sabato 14 novembre alle ore 20.30 al Teatro Pergolesi di Jesi, con replica domenica 15 novembre ore 16 e anteprima riservata ai giovani giovedì 12 novembre ore 16.
È il terzo titolo della 59ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, che affianca al grande repertorio (“Il trittico” di Puccini, “Don Pasquale” di Donizetti, “Nabucco” di Verdi, oltre al balletto “Querencia” della Compagnia Antonio Najarro) la musica di oggi: con “L’esecuzione” il teatro conferma il suo investimento pluriennale sui compositori di oggi, segno della vitalità del teatro musicale contemporaneo.
Nel finale originale di Puccini, Tosca crede che i fucili siano caricati a salve, come le ha assicurato il barone Scarpia, mentre l’amato Cavaradossi cade sotto una fucilazione vera. Nella nuova opera, il librettista Marco Malvaldi, chimico e autore di gialli da cui è stata tratta la serie televisiva “I delitti del BarLume”, aggiunge un livello: che cosa succede se a morire davvero è il tenore? Così racconta la nascita dell’idea: «È stata una scommessa: Tosca è infatti una delle opere più sfortunate e incidentate, con soprani che buttandosi da Castel Sant’Angelo rimbalzano malamente sul tappetone e tenori che vengono feriti durante la scena della fucilazione. Inventare quindi la morte del tenore durante le prove e da lì far nascere un giallo non è stato difficile».
I personaggi in scena sono il soprano Antonella Scuderi, ossia Tosca (canta Laura Fortino), e i tre figuranti del plotone di esecuzione, Teseo Parenti, Paolo Matteucci e Cristiano Ghignola, interpretati da Aloisa Aisemberg, Riccardo Liberatore e Giacomo Medici. Tra il pubblico c’è un poliziotto, il sovrintendente Carlo Guidotti (interpretato da Tiziano Rosati), che esamina il corpo e interroga i presenti. Il colpo è partito da vicino, quindi il colpevole è sul palcoscenico; il movente emerge solo nel finale. Il libretto ha parole semplici, espressioni umoristiche, endecasillabi e rime baciate.
Sul podio del Time Machine Ensemble c’è Eddi De Nadai, la regia è di Italo Nunziata e le luci sono di Oscar Frosio e Luca Asioli. Scene e costumi sono di due giovani che debuttano per l’occasione al Teatro Pergolesi, Jing Guan e Margherita Figini, allievi del biennio di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia e vincitori della scrittura artistica grazie al Concorso dedicato a Josef Svoboda, giunto alla sesta edizione.
Per Salvatore Passantino, compositore siciliano nato nel 1992 che aveva già scritto per il Festival Pergolesi Spontini “Rispondimi, Bellezza”, su testi di Davide Rondoni, racconta: «L’universo sonoro de “L’esecuzione” affonda le proprie radici nel patrimonio musicale di Giacomo Puccini, senza tuttavia limitarsi al citazionismo, diretto o deformato. Mi piace definire quest’opera come nata “da una costola di Tosca”: il suo punto di partenza è infatti l’incipit del capolavoro pucciniano, dal quale ho avviato un processo di clonazione e di sperimentazione strutturale, sottoponendo il materiale originario a un lavoro di analisi, trasformazione e rigenerazione». Sul palcoscenico c’è un pianoforte: il pianista della prova, annoiato dall’ennesima ripetizione, a un certo punto comincia a divagare in chiave jazz sul tema della marcia pucciniana, con un organico cameristico di undici esecutori.
Il regista Italo Nunziata ambienta la vicenda in uno spazio teatrale nero e cupo, con pochi oggetti, dove sei personaggi in abiti quotidiani degli anni Cinquanta si muovono senza parlare: i costumi di Figini sovrappongono trench, gessati e ampie gonne a ruota agli abiti d’epoca di “Tosca”, in una gamma di colori desaturati spezzata soltanto dal rosso di Antonella Scuderi, mentre le scene di Guan mostrano un palcoscenico ancora in allestimento, fino al finale in cui appare il teatro nudo e i figuranti dicono «Ormai siamo finti».
L’anteprima giovani di giovedì 12 novembre è riservata ai partecipanti al progetto di educazione al melodramma “Musicadentro” 2026, organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini e curato da Cristiano Veroli, musicologo della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, con il contributo di TreValli Cooperlat, educational partner 2026.
Prima di ogni recita le Sale Pergolesiane ospitano la guida all’opera a cura del direttore artistico Cristian Carrara; l’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria allo 0731 202944 o scrivendo a marketing2@fpsjesi.com.
Info e prenotazioni:
tel. 0731 206888, biglietteria@fpsjesi.com
online su www.vivaticket.com
www.fondazionepergolesispontini.com
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Simona Marini
Area Ufficio Stampa – Press Office Area