STEMPOWER: L’ENERGIA DELLE STEM NEL FUTURO DEI GIOVANI DELLE AREE INTERNE
Fabriano, 13 luglio 2026 – L’anno scolastico 2025-2026 ha visto all’opera StemPower, un
progetto che mette al centro l’energia del futuro: le STEM – Science, Technology,
Engineering, Maths – come motore di crescita personale degli studenti, delle aziende e
motore di sviluppo per le aree interne delle Marche.
Promosso da ITS Fabriano Academy, StemPower nasce dalla call nazionale “Polaris” del
Fondo per la Repubblica Digitale, una call super selettiva che ha scelto solo una trentina di
progetti in tutto il Paese e individuato in StemPower un progetto in grado di costruire
nuove connessioni che generano futuro per circa 750–800 studenti delle aree interne di
Fabriano (capofila), Camerino, Jesi, Cagli coinvolgendo 42 classi tra terze, quarte e quinte
di 7 scuole secondarie di secondo grado distribuite su 3 province attraverso quasi 2mila
ore di attività.
«Siamo partiti da un’idea semplice ma radicale: il solo insegnamento disciplinare non
basta per costruire biografie personali e professionali solide» sottolinea Anita Montagna,
formatrice e progettista di StemPower. «Anche la migliore lezione di matematica o di
intelligenza artificiale, se resta chiusa in aula, rischia di non incidere sulle scelte di vita.
Per questo abbiamo voluto andare oltre il laboratorio scolastico, trasformandole in
discipline vive in contesti reali, la scienza nella vita di tutti i giorni, capaci di cambiare le
credenze limitanti del tipo “la matematica non fa per me” o “la fisica è solo per i geni”.»
Spiega che ogni classe ha co-progettato il proprio percorso, per un totale di circa 40 ore di
attività tra laboratori pratici e orientativi, incontri con role model del mondo scientifico e
imprenditoriale, mentoring personalizzato. I ragazzi sono giovani protagonisti, non
spettatori: i percorsi nascono con loro e per loro, in un’ottica di apprendimento attivo che
mette al centro l’esperienza diretta, la scoperta e la responsabilità.
«StemPower è orientamento che cambia le scelte: aiuta i giovani a vedere possibilità che
prima non vedevano e a ridurre le disuguaglianze sociali nelle STEM» prosegue il
progettista. «Abbiamo costruito percorsi co-progettati con le classi, in cui i ragazzi sono
davvero al centro: laboratori pratici, hackathon di Social Tech, tecnologia per il bene
comune. E con gruppi sperimentali e di controllo potremo valutare l’impatto con dati, non
solo impressioni, per capire se aumenta la passione e se più ragazze e ragazzi
sceglieranno le STEM.»
Perché il progetto StemPower parte da una consapevolezza chiara: il solo insegnamento
disciplinare non basta per costruire biografie personali e professionali solide. Anche la
migliore lezione di matematica, ingegneria o intelligenza artificiale, se resta chiusa in aula,
rischia di non incidere sulle scelte di vita. Per questo il progetto lavora per portare le STEM
oltre il laboratorio scolastico, trasformandole in discipline vive in contesti reali, in strumenti
concreti per leggere la scienza nella vita di tutti i giorni e cambiare le credenze limitanti. «Il
nostro obiettivo – interviene il Presidente dell’ITS Fabriano Academy, Roberto
Girolamini – è un orientamento che cambia le scelte: aiutare i nostri studenti a vedere
possibilità che prima non vedevano, ridurre le disuguaglianze sociali nelle STEM, mostrare
che queste competenze possono essere vicine, concrete, vive».
Cuore innovativo di StemPower è l’hackathon di Social Tech, una vera e propria maratona
creativa per il territorio: gruppi di studenti, guidati da docenti e mentor, usano tecnologie
digitali e STEM – dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity, dalla comunicazione digitale
alla chimica applicata – per ideare e prototipare soluzioni a problemi sociali e territoriali
reali: turismo, inclusione, ambiente, servizi ai cittadini. È tecnologia per il bene comune, AI
con un volto umano, che aiuta a leggere e trasformare il contesto in cui si vive.
«Inoltre – precisa la Prof.ssa Barbara Re, responsabile per i corsi di laurea in
informatica e in informatica per la comunicazione digitale di Unicam – la
collaborazione con l’Università di Camerino ha consentito di portare in classe contenuti di
frontiera su AI, sicurezza informatica, campagne digitali per il turismo inclusivo, filtrazione
e qualità dell’acqua, rendendo tangibile come le STEM possano incidere sul quotidiano
delle comunità locali».
Alla base di tutto c’è una grande alleanza educativa: scuole superiori, formazione
professionale (ENFAP Marche), ITS Fabriano, Università di Camerino, start-up innovativa
Benefuturo, l’Unione Montana Esino-Frasassi. Una filiera formativa completa che lavora
insieme perché “fare squadra è una competenza” e l’intelligenza collettiva diventi una
risposta reale alle sfide delle aree interne.
«Per noi è essenziale costruire una filiera formativa continua – dalla scuola superiore
all’ITS, fino all’università – che accompagni i ragazzi nella costruzione del proprio progetto
di vita e di lavoro» sottolinea il Dirigente Manuela Morosin del IIS Merloni Miliani di
Fabriano. «StemPower ha mostrato che fare squadra è una competenza: scuole, ITS,
università, enti di formazione e istituzioni locali hanno lavorato come una vera alleanza
educativa. Portare centinaia di studenti delle aree interne dentro laboratori, aziende,
università significa dire concretamente ai giovani che nel territorio c’è spazio concreto di
futuro.»
StemPower non si è limitato a “fare attività” ma faciliterà la misura dei risultati. Grazie a
gruppi sperimentali e di controllo, il progetto sarà valutato con dati, non solo impressioni.
In particolare, si misurerà se aumenta la passione, la partecipazione, l’attenzione e,
soprattutto, se più ragazze e ragazzi sceglieranno percorsi di studio e lavoro nelle STEM.
Ma il grande obiettivo di StemPower è stato di costruire biografie personali e professionali
e di offrire ai giovani strumenti per essere consapevoli che nel territorio c’è spazio
concreto di futuro.
Di fatto, per non restare chiusi in aula, StemPower ha portato studenti e docenti dentro il
mondo produttivo: circa 35 imprese del territorio, tra cui Diasen, Diatech, CTF
automazioni, Fileni, Clementoni, Elica, Doit, Logical System, Apra, Techpool, Joytech,
Cariaggi, il laboratorio MARLIC (spinoff di UNICAM), Mann+Hummel, hanno aperto le
proprie porte per 42 visite aziendali e attività dedicate.
«Il territorio è un elemento della nostra identità e per questo ci piace mostrare ai ragazzi
cosa succede davvero in azienda: il ruolo delle persone, lo sviluppo delle tecnologie, la
ricerca sui prodotti, le scelte di comunicazione» evidenzia Diego Mingarelli, presidente di
Confindustria Ancona e titolare di Diasen. «Queste visite aziendali aprono gli occhi sul
mondo delle imprese: gli studenti vedono come le competenze STEM diventano strumenti
che alimentano il lavoro, l’innovazione e quali opportunità possono maturare anche nelle
aree interne e nelle periferie produttive. Le imprese coinvolte in StemPower stanno
diventando anche soggetti che orientano: raccontiamo cosa facciamo offrendo un’idea di
futuro, di sviluppo e di attrattività. In questo incontro possono nascere vocazioni, spesso
inattese: ragazzi che iniziano a immaginare il proprio futuro nel territorio, in aziende che
investono nella ricerca, nella tecnologia e nell’innovazione».
Il progetto STEM che ha coinvolto scuole del territorio, Università di Camerino e Unione
Montana Esino Frasassi nasce con un obiettivo chiaro: portare la didattica fuori dall’aula,
mettendo in relazione studenti, imprese, istituzioni e ricerca.
«Per i miei studenti non è stato immediato entrare nel ritmo del progetto – ammette
Andrea Boldrini, il dirigente del Liceo Classico “Stelluti” – perché il progetto si è
inserito in un periodo dove abbiamo varie progettualità. Anche se, proprio per questo, è
stato prezioso: ha permesso ai ragazzi di alzare la testa e vedere cosa il territorio offre
davvero. Questo percorso è servito per conoscersi meglio e conoscere gli attori con cui la
scuola può dialogare».
Sulla stessa linea il dirigente Gaspari del Liceo Scientifico “Volterra”: «La competenza
si potenzia quando un ragazzo agisce. In aula spesso resta troppo passivo. Serve
recuperare una dimensione artigianale del sapere, fatta di manualità e operatività, per
costruire competenze che restano. Molti studenti hanno paura di sbagliare scelta: attività
pratiche come queste, legate al territorio, aiutano a capire chi sono e cosa vogliono
davvero. Se la scuola vuole lavorare sulle competenze, non può fare a meno di progetti
come questo».
All’IIs “Galileo” di Jesi gli insegnanti hanno seguito i ragazzi come tutor fino al prodotto
finale: «Molti sono orientati verso biologia, medicina, infermieristica, ambiente. Far vedere
altre applicazioni – dal controllo qualità in un pastificio al lavoro in camera bianca – mostra
come la scienza viva in contesti molto diversi e apre nuovi immaginari di futuro».
Il cuore politico e culturale del progetto è sintetizzato da Giancarlo Sagramola,
Presidente dell’Unione Montana Esino Frasassi: «L’idea di comunità educante è il
centro di tutto. Vogliamo dare esperienze concrete, integrando ciò che il territorio offre –
come l’Informagiovani – per far capire quali competenze esistono e cosa possiamo
mettere in comune. La scuola non può restare in una torre d’avorio, ma nemmeno le
istituzioni e le realtà locali possono tirarsi fuori. I ragazzi fanno fatica a conoscersi e a
capire chi può offrire loro una prospettiva: questo progetto prova a colmare quel vuoto».
Dal mondo tecnico conclude la Dirigente dell’IIS “Merloni–Miliani” di Fabriano: «Le
STEM richiedono curiosità, spirito critico, progettualità, sperimentazione. In classe lo
facciamo, ma i contesti reali sono un salto di qualità. Mettere gli studenti davanti a
problemi di sostenibilità ambientale o progettazione industriale fa emergere competenze
che altrimenti restano latenti. E il confronto con altre scuole è essenziale: non possiamo
vivere confinati».
Quale info in più:
StemPower è reso possibile dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale, un
fondo nato da un’alleanza tra pubblico e privato sociale (Governo e Acri – Associazione di
Fondazioni e di Casse di Risparmio) e alimentato dai versamenti delle Fondazioni di
origine bancaria a fronte di un credito d’imposta. Il Fondo opera nell’ambito degli obiettivi
di digitalizzazione del PNRR e del PNC e finanzia progetti di formazione e inclusione
digitale rivolti a NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio per l’automazione,
studenti delle scuole secondarie, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in
condizione di vulnerabilità. L’obiettivo non è solo sostenere singole iniziative, ma valutare
l’impatto dei percorsi formativi e replicare su scala più ampia quelli più efficaci, mettendo a
disposizione del Governo buone pratiche utili a orientare le future politiche nazionali. In
questo quadro, StemPower porta nelle aree interne delle Marche l’energia delle STEM e
mostra come, attraverso connessioni intelligenti tra scuole, imprese e istituzioni, la
ricchezza nascosta di conoscenze e competenze del territorio possa diventare davvero
futuro per le nuove generazioni.