Giornata dell’Albero, Coldiretti Marche

Il verde urbano aumenta la qualità della vita delle città ma nei capoluoghi marchigiani ci sono oltre 1 milioni di metri quadrati di aree incolte che potrebbero essere recuperate grazie ai fondi del Pnrr per creare corridoi verdi fra città e campagne, mitigare le isole di calore in estate, rafforzare il terreno contro le bombe d’acqua e ripulire l’aria inquinata dallo smog. Lo afferma Coldiretti Marche in occasione della Giornata nazionale degli alberi (21 novembre) e alla vigilia del grande convegno dal titolo “Quale futuro per il comparto agroalimentare tra politiche europee, cambiamenti climatici e cibo sintetico” che si terrà domani ad Ancona quando, alla Mole Vanvitelliana dalle 10, arriverà il presidente nazionale Ettore Prandini. “Le foreste urbane – spiegano da Coldiretti Marche – sono una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. La messa a dimora di nuovi alberi è importante per una riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione dando una spinta all’economia e all’occupazione”. Nella nostra regione si conta una media di quasi 32 metri quadrati di verde pubblico per pubblico per ogni abitante, dato leggermente più alto della media nazionale (31 mq). Il capoluogo più verde, secondo Istat, è Ancona con 52,5 mq per abitante seguita da Fermo (28,6 mq/ab), Pesaro (27,6 mq/ab), Macerata (20,2 mq/ab) e Ascoli (9,7 mq/ab). “Il verde migliora anche la qualità della vita nelle città considerato che – evidenzia la Coldiretti – una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno. Senza dimenticare gli effetti di mitigazione sui microclimi metropolitani visto che la differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi, secondo uno studio Ispra”.