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Spacca……. tutto!

0002spaccaDopo aver governato e sgovernato per un decennio, aumentato a dismisura le aliquote IRPEF, fino a mangiarci un intero stipendio nel 2014, il governatore Spacca ora lancia un referendum sulla sua persona e sulle proposte della lista marche 2020. Basta scorrerle per indignarsi e chiedere all’ex governatore, faccia di cartone, il bronzo è un metallo nobile, come può promettere oggi, la realizzazione dei dieci punti del referendum in una situazione di grave congiuntura economica e con il taglio dei trasferimenti agli Enti Locali? Aumentando ancora il carico fiscale sui cittadini marchigiani? Tagliando la spesa della regione? Perché prometterlo solo oggi in campagna elettorale, mentre ha avuto anni e anni di gestione amministrativa per fare almeno la metà delle cose promesse nel referendum. Oggi dovrebbe dirci di come ha risanato il disavanzo della sanità, solo aumentando le tasse. Dovrebbe dirci per quale motivo non ha tagliato i costi della politica e solo adesso promette un taglio ipotetico del 50%, come crederci? Poi in un crescendo di promesse inferiore solo a quelle dell’ex cavaliere dei tempi migliori, dichiara di voler varare il reddito di cittadinanza di 800 euro mensili per giovani senza lavoro e disoccupati, banda larga a 100 mbits, wi-fi libero e chi più ne ha più ne metta. Ovvio l’intento del furbastro governatore, alza l’asticella dell’offerta convinto di non poter tornare alla guida della regione, incalzato per il secondo posto dal M5s e quindi in questa condizione può permettersi qualsiasi iperbole programmatica. La realtà è davvero desolante, così come appare desolante la considerazione che certi politici hanno del corpo elettorale, facilmente impressionabile e influenzabile con bufale e promesse per le quali non basterebbero due legislature a realizzarle e uno sviluppo del Pil regionale di almeno il 3%. Invece il pil non cresce, le aziende chiudono, i giovani disoccupati sono sempre di più e non vogliono l’elemosina del governatore, ma la dignità di un lavoro, la prospettiva di un futuro, che non può essere assicurata da quanti hanno fino ad ora sprecato le risorse regionali e trasformato l’istituto regionale in un pachiderma dove un dirigente a quasi 90.000 euro all’anno sovrintende al massimo ad una pletora di 14 dipendenti a 35.000 euro all’anno. Cos’ non può continuare e se Spacca vuole il referendum e probabile che questa volta l’elettorato lo accontenterà.

Ares