Attualità a cura di Maurizio Donini

A Bologna la mostra QUEEN The Last Tour: lo sguardo di Torleif Svensson sull’ultimo viaggio della band con Freddie Mercury

Il Museo della musica di Bologna ospita per la prima volta in Italia QUEEN The Last Tour,
l’esposizione dedicata al Magic Tour del 1986, l’ultima tournée dei Queen con la formazione
storica al completo: Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Il 2026 segna il 40°
anniversario di quella tournée, e la mostra arriva a Bologna proprio in coincidenza con questa
ricorrenza.
A curare il progetto è Pascal Casadei van Raamsdonk, in collaborazione con A Piece of His Own. Al
centro dell’esposizione ci sono gli scatti di Torleif Svensson, fotografo svedese che seguì da vicino
la band durante il tour di A Kind of Magic, documentando la presenza scenica di Mercury, l’energia
dei concerti e l’atmosfera di un’epoca che si avviava, senza che nessuno lo sapesse ancora, verso la
sua conclusione.
Trentasette scatti riemersi da un archivio privato
Le 37 fotografie esposte sono rimaste per decenni custodite nell’archivio personale di Svensson,
lontane dagli occhi del pubblico. Solo tra il 2019 e il 2021 sono state riportate alla luce, in
occasione della pubblicazione del libro Queen – The Last Tour e della prima mostra dedicata a
queste immagini, allestita in Svezia.
Il percorso fotografico bolognese ripercorre le tappe che portarono i Queen dal trionfo del Live Aid
del 1985 fino al concerto conclusivo di Knebworth Park, di fronte a oltre 120.000 spettatori:
l’ultima volta in cui Mercury si esibì dal vivo davanti a un pubblico di quelle dimensioni. A
rafforzare il carattere di testimonianza storica dell’esposizione, tra gli oggetti esposti figura anche
un proiettore di diapositive d’epoca, che permette ai visitatori di scorrere oltre 80 diapositive
originali, insieme a materiali video con interviste a Brian May e allo stesso Svensson.
Dal palco alla quotidianità: i memorabilia e il dialogo con la collezione storica
Oltre alla sezione fotografica, la mostra si estende alle sale permanenti del Museo, dove cinque
fotografie e una selezione di memorabilia mettono in relazione l'iconografia dei Queen con le
collezioni storiche dell’istituzione bolognese. Il percorso prende avvio dalla Quadreria di Padre
Giambattista Martini, la raccolta settecentesca di oltre trecento ritratti di musicisti che, secondo
l'impostazione della mostra, non erano semplici celebrazioni ma strumenti per raccontare volti e
carriere. Su questa stessa linea si inserisce un confronto diretto tra il ritratto di Farinelli dipinto da
Corrado Giaquinto e una fotografia di Mercury negli ultimi momenti del Magic Tour: due figure
lontanissime nel tempo, accostate per la capacità condivisa di trasformare la performance in
leggenda.
Anche gli strumenti e gli abiti dei quattro musicisti trovano una collocazione simbolica accanto ai
pezzi storici del Museo. Il tamburello da concerto di Mercury dialoga, in sala 1, con il mito di
Orfeo; la chitarra Red Special di Brian May, suonata con una moneta da sei pence al posto del
plettro, è accostata in sala 5 alla collezione di liuti secenteschi; bacchette, pelle di batteria e piatto
autografati da Roger Taylor si inseriscono idealmente, in sala 8, nella sequenza di strumenti

settecenteschi e ottocenteschi. In sala 7, infine, gli oggetti personali di Mercury sono avvicinati ai
documenti legati al mito post mortem di Gioachino Rossini, in un parallelo tra epoche diverse ma
accomunate dallo stesso meccanismo di culto verso la figura ammirata.
Tra i pezzi esposti, oltre alle celebri bretelle e ai polsini Lacoste, anche la vestaglia di seta
appartenuta a Rossini. Un contributo significativo alla mostra arriva dal cantautore bolognese
Cesare Cremonini, noto collezionista di memorabilia dei Queen, che ha messo a disposizione due
pezzi iconici: la camicia indossata da Mercury nel celebre arrivo in elicottero e la canotta gialla
“Champion” indossata sul palco di Knebworth il 9 agosto 1986.
Chi è Torleif Svensson
Fotografo svedese specializzato in scena rock analogica degli anni Ottanta e Novanta, Svensson
iniziò a seguire i Queen nel 1984, quando documentò il concerto della band alla Wembley Arena
per il The Works Tour. Quei rullini, insieme ad altro materiale relativo ad alcune importanti rock
band dell’epoca, gli furono però rubati prima dello sviluppo. Due anni dopo, il manager dei Queen
Jim Beach lo invitò a seguire la band durante il Magic Tour del 1986: da quel lavoro, iniziato con il
concerto d’apertura al Råsunda Stadium di Stoccolma e concluso a Knebworth Park, sono nati i
volumi Queen – The Last Tour (2019) e il recente Queen – Magic Continues (2026), pubblicato
proprio nell’anno in cui Mercury avrebbe compiuto 80 anni.
Con la collaborazione di Lynn Ashby Stuart, Pascal Casadei van Raamsdonk, Cesare Cremonini,
Luigi Esposito, Davide Lissandrin.
Orari:
dal 10 luglio all'11 ottobre:
da martedì a giovedì ore 11.00>13.30 – 14.30>18.30
venerdì ore 10.00>13.30 – 14.30>19.00
sabato, domenica e festivi ore 10.00>19.00
MAURIZIO DONINI