Il barometro politico di Aprile 2026
“Scappati di casa” era l’appellativo dato ai maggiorenti della coalizione al governo portati dal trio
Meloni-Tajani-Salvini, indirizzato soprattutto agli esponenti di Fratelli d’Italia, a sostituire i tecnici
di alto profilo insediatisi precedentemente con il governo Draghi. Un appellativo che faceva molto
arrabbiare la premier e i suoi fedelissimi, ma che, alla luce dei fatti, appare quasi offensivo per i
veri “scappati di casa”.
Riassumendo e pescando un poco a casaccio, ricordiamo la vicenda Sangiuliano che fa il paio con
quella recente di Piantedosi, attempati e non proprio affascinanti uomini avanti con l’età che si
fanno circuire da donne giovani ed avvenenti tese a costruirsi una carriera. Donne in carriera che
vantano titoli che non trovano riscontro nella realtà, ma che ha scoperto come sia possibile
arrivare nelle stanze del potere per vie traverse. Dal ruolo dei conquistatori è, per nostra fortuna,
scampato l’ottantenne Nordio, un ministro della giustizia che è stato il migliore testimonial
dell’opposizione di centro-sinistra nella campagna referendaria; efficacemente aiutato in questo
dalle deliranti dichiarazioni della ‘zarina’ Bartolozzi, pare ancora alla ricerca di un volo per lasciare
il suolo italico.
Possiamo aggiungere le ulteriori vicende Lollobrigida, un sottosegretario alla giustizia come
Delmastro che si mette in affari con presunti camorristi di cui avrebbe dovuto occuparsi in modo
diverso, non andandoci a cena con dirigenti del DAP certamente, ma il tutto era a sua insaputa,
una frase che proviene dal passato berlusconiano a memoria d’uomo.
La lista degli errori e delle sciocchezze fatte dalla compagine governative è lunga e variegata,
l’ultima è la rimozione di Cingolani da Leonardo per i dissidi con l’eminenza grigia Fazzolari,
risultato, quasi il -6% in borsa. Donzelli e Bignami che rendono uno spettacolo simili a una brutta
copia di Zelig, un ministro dei trasporti che fa 2 post sui treni e 73 sulla famiglia nel bosco,
colpevolizzando i giudici che hanno semplicemente applicato il decreto Caivano dallo stesso
governo adottato. Norme sul codice della strada che qualificano semplici cittadini come criminali
alla guida, tesi poi smentita dalla Corte; cittadini criminali anche per il decreto sicurezza, che
certamente non disarmerà le gang, ma intanto ha alienato il consenso dei giovani che si sono
presentati in massa a votare NO al referendum.
Un risultato positivo il referendum lo ha avuto, con la rimozione della ex-ministra Santanchè, di cui
a Milano tutti erano a conoscenza dei possibili problemi giudiziari relativi alla sua impresa e si
chiedevano come avessero potuto nominarla ministro. Rimozione che ha fatto chiedere a tutti se
fosse avvenuta anche in caso di vittoria del Sì, la risposta è ancora attesa…
Per quanto riguarda l’opposizione, che dire? La Schlein urla che hanno già vinto le prossime
elezioni mentre tutti i leader del ‘campo largo litigano su tutto e, nella migliore tradizione della
sinistra italiana, continuano a dividersi anche sulla ricetta della carbonara. La futura vittoria della
Schlein è certa come il fatto che esistono forme di vita aliena nell’universo.
MAURIZIO DONINI