Le nuove frontiere del sesso – La giornata mondiale

L’orgasmo è qualcosa di cui, soprattutto in un paese dominato per secoli dalla religione come l’Italia, si è
sempre parlato sottovoce, persino la censura nella cinematografia è scomparsa “ufficialmente” solo da
poco. Ma per fortuna anche questo è divenuto argomento di cui discorrere tranquillamente e accettato
come parte del benessere fisico e mentale. Così, già dal 2006, ogni 31 luglio si festeggia l’Orgasm Day.
Quest’anno LELO ha realizzato una interessante intervista con la dott.ssa VALENTINA COSMI, esperta di
sessuologia:
Orgasm gap: uomini vs donne: L’esperienza dell’orgasmo viene vissuta in maniera radicalmente opposta
dal genere maschile e femminile. Molti sono i tabù non risolti: le donne ancora oggi possono non sentire
pienamente di avere diritto al piacere, come lo sentono gli uomini. Per l’uomo l’orgasmo è un’esperienza
più scontata e immediata dal punto di vista fisiologico, mentre per la donna resta una questione più
complessa, legata alla sperimentazione e alla consapevolezza di sé. Innanzitutto, per le donne è necessario
fare una distinzione tra orgasmo e piacere. Cioè: mentre un uomo ha mediamente un rapporto sessuale al
fine di raggiungere l’orgasmo, per la donna non è così. Molti studi sostengono – e questo si riscontra anche
nella pratica clinica – che per una donna il rapporto può essere molto appagante anche se non c’è il
raggiungimento dell’orgasmo in senso stretto. “Basti pensare che la percentuale di donne che dichiara di
raggiungere sempre l’orgasmo si aggira tra il 39% e il 25% quando si parla di rapporto sessuale completo,
ma le percentuali possono variare molto a seconda del tipo di indagine condotta (età, contesto culturale,
tipo di esperienze sessuali); una percentuale però che si aggira tra il 90% e il 100% quando parliamo di
orgasmo maschile; ad esempio, bisogna considerare che le donne che dichiarano di provare l’orgasmo al
primo appuntamento è molto più bassa rispetto a quelle che invece si riferiscono al rapporto con il partner,
dove la percentuale può arrivare al 64%. Un altro dato interessante è che la percentuale può abbassarsi
fino al 7% quando il confronto viene fatto tra donne bisessuali e eterosessuali: le donne etero riportano
una percentuale più bassa di raggiungimento dell’orgasmo se confrontata con le donne bisessuali¹”
commenta la sessuologa Valentina Cosmi.
Orgasmo vaginale o clitorideo? Una falsa distinzione: L’attenzione al vissuto intimo femminile ha
conosciuto un’evoluzione importante, dal punto di vista culturale, permettendo alle donne di svincolare
l’esperienza sessuale dall’obiettivo riproduttivo e di mettere l’esperienza, il piacere e l’orgasmo al centro.
Sull’orgasmo femminile si è detto molto, si è parlato di orgasmi migliori di altri, tuttavia la verità è un’altra:
esiste un solo orgasmo, sono le modalità con cui si raggiunge che possono cambiare. “La stimolazione
femminile – commenta la dottoressa Cosmi – parte sempre da una stimolazione clitoridea diretta o
indiretta, ecco perché la distinzione tra due tipi di orgasmo, spesso comunemente definiti di serie A e di
serie B è erronea e non deve condizionare le donne. Molte donne pensano di avere un problema se non
riescono a raggiungere l’orgasmo attraverso un rapporto completo. Cosa che chiaramente non è vera”.
Il piacere oltre la performance: La rivoluzione sessuale ha portato, soprattutto negli uomini, una grande
confusione. Man mano che la donna ha acquisito una maggiore forza e consapevolezza del proprio corpo,
si è osservato nella pratica clinica un aumento delle disfunzioni maschili. Questo fenomeno però va
analizzato anche alla luce della società della performance in cui viviamo, che spinge tutti, uomini e donne,
a desiderare una perfezione che non esiste e che rischia di inquinare l’esperienza del piacere. “Anche tra le
nuove generazioni si registra un aumento dell’assunzione di farmaci per aumentare la prestazione insieme
a droghe e alcol. Da un lato per un aspetto disinibente, dall’altro per garantire la prestazione sessuale.
Mentre per le ragazze c’è piuttosto una difficoltà ad esporre il corpo e quindi a spogliarsi, sia fisicamente
che simbolicamente, di fronte all’altro. Quello che altresì va molto di moda oggi è l’aspetto voyeuristico;
quindi, mi guardo e ti guardo in un’ottica molto prestazionale” dichiara la sessuologa.
W il gioco e i sex toys, da soli o in compagnia: Introdurre nella sessualità il gioco non è sempre semplice
né per le donne né per gli uomini, poiché indica una grande intimità tra i partners e presuppone una certa
serenità personale. Ma il risultato è piuttosto chiaro: secondo i più recenti sondaggi LELO il 49% degli

italiani dice che l’utilizzo di sex toys rende più semplice raggiungere l’orgasmi, percentuale che sale al 55%
se prendiamo in considerazione solo le donne. Si è spezzato da tempo il luogo comune che vedeva i sex
toys pensati solo per i single o come sostituto del proprio partner: i sex toys al contrario possono essere
una grande e sorprendente aggiunta all’interno di una relazione. Possono essere un validissimo aiuto per
introdurre qualcosa di nuovo all’interno della routine di coppia, per ridurre lo stress, accendere la fantasia,
sperimentare e offrire esperienze più appaganti. L’uso dei sex toys è dunque gradualmente aumentato e di
pari passo anche l’interesse da parte dei ricercatori è negli ultimi dieci anni nettamente aumentato. Alcune
ricerche indicano percentuali che possono raggiungere oltre il 52.3% quando parliamo di popolazione
femminile, ma quando si parla di utilizzo all’interno della coppia siamo ancora a percentuali intorno al
21.7%, l’utilizzo maggiore è riscontrato nel mondo Queer e LGBTQ+. Ad ogni modo, quasi il 50% delle
coppie che ricorrono alla condivisione di un sex toys riferiscono una buona comunicazione di coppia.
Chiaramente quando parliamo di utilizzo di sex toys dobbiamo immaginare una grande variabilità in base a
fattori come: aspetti socioculturali, educazione ricevuta, esperienze personali e molto altro. I sex toys
coniugano dunque un lato giocoso con un aspetto legato alla salute psicofisica molto importante; come
suggerisce sempre Valentina Cosmi: “Pensiamo alle donne che hanno appena partorito o che stanno
facendo un trattamento per il vaginismo, per la dispareunia o altre situazioni legate ad una disfunzione.
Vale anche per l’uomo che ha difficoltà sessuali: un giocattolo può aiutare a ritrovare fiducia in sé stessi e a
sperimentarsi in qualcosa di diverso con la propria compagna/o e trovare una nuova intimità andando oltre
il solo piacere”.
Sesso durante le mestruazioni? Sì, grazie!: La qualità del piacere femminile varia molto in base al periodo
del ciclo mestruale che la donna vive. In alcuni momenti, ad esempio durante l’ovulazione, ci possono
essere sensazioni più intense che accrescono il desiderio sessuale anche durante il ciclo. Eppure, durante
questi giorni il sesso e la masturbazione sembrano pratiche impossibili. Un gran peccato, considerando che
in media una donna trascorre circa 3000 giorni (quasi dieci anni) della sua vita con le mestruazioni. Scoprire
questo tipo di piacere durante le mestruazioni, è un'abitudine del tutto naturale e salutare, ed esistono
validi alleati che possono aiutare a superare l’ostacolo.
MAURIZIO DONINI