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Regionali, pressing Conte e Pd per le alleanze con M5s. Mercorelli: “Non mi vendo per una poltroncina”

di Paola Pieroni
Mancano pochissime ore alla chiusura delle liste regionali, quella di oggi è la giornata decisiva. Sale la tensione in
casa giallorossi. Da una parte c’è il pressing del premier Conte, dall’altra la pressione del partito del Pd per un’intesa
nelle Marche e nella Puglia con il M5S. Il candidato marchigiano Mercorelli non ci sta ai giochini delle poltrone del
Pd e dichiara: “Non mi vendo per una poltroncina, ho una dignità da mantenere. Mi hanno offerto la vicepresidenza
del Consiglio regionale”. La pugliese pentastellata Laricchia, alle pressioni del Pd perché rinunci alla corsa alla
presidenza, risponde così su Facebook: “Non piego la testa, piuttosto tagliatemela”. Per Laricchia il M5S è
alternativo a destra e a sinistra, altrimenti non avrebbe senso. E intanto Conte invita al sodalizio: “In Puglia e nelle
Marche presentarsi divisi espone al rischio di sprecare una grande occasione”. Troppo importante, per la tenuta del
governo, l’esito di queste regionali e amministrative. L’invito di Conte è naturalmente accolto a braccia aperte dal
Pd: “Conte ha ragione da vendere, le forze di governo si presentino insieme soprattutto in Regioni come le Marche
che saranno determinanti per il risultato nazionale”, dice il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che è in prima linea
nelle trattative nella sua regione. “L’obiettivo delle regionali di Salvini e della Meloni è solo quello di dare una botta
al Governo – continua -, altro che prima i marchigiani. Chi vuole sostenere il governo Conte ha solo la strada
dell’unità”. Ma i candidati pentastellati vedono l’alleanza impossibile, “stanchi del clientelarismo sistematico”, come
osserva Mercorelli, si battano in nome della coerenza personale e verso i propri cittadini, dopo “la gestione
scandalosa del sisma, per una migliore sanità che stanno spostando verso la privatizzazione, senza slanci
innovativi”.