Attualità a cura di Maurizio Donini

Il barometro politico di marzo 2020

La situazione politica è totalmente bloccata sul Coronavirus, l’emergenza Covid19 ha catalizzato
tutto, facendo saltare discussioni su bilancio, partiti, elezioni, referendum. La democrazia è
sospesa a tempo indeterminato, l’unico argomento è l’emergenza, e come ha risposto la politica in
questo senso?
La risposta è stata a dir poco disarmante, imbarazzante per inadeguatezza da parte di tutte le parti
in campo, mentre l’arrivo del virus era già conclamato e si vedeva chiaramente che si trattava di
qualcosa da maneggiare in maniera forte e decisa, abbiamo assistito a un teatrino che dimostra il
livello della classe politica italiana, nel suo arco costituzionale interno, da destra a sinistra.
Mentre la pandemia prendeva forza cosa facevano i nostri politici? Aperitivi gratis in Piazza San
Marco, Zingaretti si recava a prendere un cocktail nel centro di Milano con il risultato che poi si è
visto, Salvini gridava al complotto. Nel giro di pochi giorni lo stesso Salvini chiedeva e chiede
tuttora norme a livello di legge marziale, il governatore Zaia prima voleva liberare i paesi in zona
rossa, per poi fare una giravolta a 360° e volere mettere i cecchini nelle strade. Il governatore
Fontana, uno cui in un paese normale si affiderebbe tuttalpiù il controllo del parcheggio di un
supermercato, ha superato sé stesso riuscendo a superare persino Crozza in comicità. Polemiche
sterili, endorsment a sé stesso presentandosi con la mascherina in tv senza nessun motivo e
contemporaneamente rassicurando gli spettatori. Il top è la riesumazione di Guido Bertolaso,
grande protetto di Berlusconi e insigne esperto di appalti, appartamenti e massaggi.
Qualcuno ha dubbi su come sia stata gestita l’emergenza? Mentre alla prima notizia del contagio
la Russia di Putin, con tutti i difetti di allergia alla democrazia dello zar Vladimir, in 24 ore chiudeva
e blindava le frontiere esterne, bloccati i treni da e per la Cina, annullati tutti i voli per Pechino,
chiunque entrava in Russia veniva messo in quarantena. Risultato? In Russia il contagio è nei fatti
inesistente.
In Italia si è andati avanti in ordine sparso con una tale dose di dilettantismo e pervicace
inadeguatezza che una compagnia di guitti avrebbe agito meglio. Malgrado si sapesse già a grandi
della natura del contagio e della sua pericolosità a livello di trasmissione, cosa facevano i nostri
politici? Si informavano? Telefonavano a esperti e governi per avere lumi? Nulla di tutto questo,
abbiamo visto sindaci andare nei centri anziani a dare pacche sulle spalle anziché chiuderli, decreti
fatti in piena notte in cui uno contraddiceva quello del giorno prima e talmente confusi che dopo
la pubblicazione dovevano seguire pagine e pagine di spiegazioni.
Forse #andràtuttobene, forse…
MAURIZIO DONINI