Sblocca Italia per il settore edilizio e immobiliare

00sbloccaitaliaDiamo alcune importanti anticipazioni sul CdM di questa sera con all’odg il provvedimento Sblocca Italia, all’interno del quale tra le altre molteplici materie ve ne sono alcune interessanti per il settore edile e immobiliare. All’art. 17 reca norme per la semplificazione edilizia privata con modifiche sostanziali al Testi unico di edilizia privata (Dpr. 380/2001). Le manutenzioni straordinarie, eccetto quelle coinvolgenti le parti strutturali dell’edificio potranno essere realizzate mediante la presentazione di una Scia, così come basterà la Scia per i frazionamenti e i conseguenti interventi di ristrutturazione con aumento delle unità immobiliari, evitando all’utente la richiesta del permesso a costruire. Con la Cil invece il proprietario è esonerato dall’obbligo di comunicazione degli aggiornamenti catastali. Viene introdotto il permesso di costruire in deroga previo assenso del Consiglio Comunale quando viene ravvisato un interesse pubblico.

Per le trasformazioni urbane complesse è prevista la possibilità che lo strumento attuativo preveda, anziché il pagamento degli oneri di urbanizzazione, le opere siano realizzate e restino di proprietà privata, “assicurando che, nella fase negoziale, vengano definite modalità atte a garantire la corretta urbanizzazione, infrastrutturazione ed insediabilità degli interventi, la loro sostenibilità economico finanziaria, le finalità di interesse generale delle opere realizzate e dei relativi usi”.
Prevista, in anticipazione della riforma urbanistica, la possibilità di differenziare il peso degli oneri di urbanizzazione e costruzione
al fine di favorire la ristrutturazione edilizia e più in generale ridurre il consumo di suolo.
I termini per il rilascio dei permessi di costruire
sono raddoppiati non più come oggi per tutti i Comuni oltre i 100mila abitanti, ma “nei soli casi di progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento”.
Le varianti non essenziali al permesso di costruire
possono essere con semplice Scia, anziché permesso di costruire.
Introdotta l’autocertificazione asseverata (tipo Scia) per l’agibilità delle unità immobiliari
.
Prevista sempre la possibilità di stipulare permessi di costruire convenzionati, oggi ammessa da moti piani regolatori o Pgt.


Imposta di bollo per i canoni da locazione (articolo 19)

L’articolo riconosce l’esenzione dell’imposta di bollo per la registrazione di un contratto con (in essere) che disponga la riduzione dell’affitto.

Rilancio settore immobiliare (articolo 20)

Confermate le misure di snellimento normativi e incentivi fiscali per le le Siiq.

Incentivi per la realizzazione di immobili da dare in affitto (articolo 21)

Il decreto introduce una deduzione Irpef sull’acquisto di immobili residenziali da parte di coop e privati (escluse ora le Onlus) a condizione che si tratti di una casa da destinare all’affitto per almeno otto anni. La norma riguarda gli acquisti effettuati dal primo gennaio 2014 al 31 gennaio 2017. Il bonus è pari al 20% del prezzo risultante dall’atto di compravendita oppure calcolato sull’ammontare complessivo delle spese di realizzazione con un tetto massimo di 300mila euro, da ripartire in quote uguali per un periodo di 8 anni. Rimanendo nel tetti massimo di 300mila euro, è possibile sfruttare la deduzione anche per l’acquisto di due immobili invece che uno solo. Tra le condizioni da rispettare per poter ottenere il bonus figurano anche la classe energetica degli immobili, che deve essere A o B; la categoria catastale, che deve essere una A (abitazioni) con esclusione di A8, A9 e A1 (ville e case storiche o signorili).

Conto termico (articolo 22)

In arrivo novità per l’accesso ai contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Tra le semplificazioni previste dallo Sblocca Italia, infatti, ci sono anche quelle per le procedure del Conto termico: sarà un decreto interministeriale (Mise, Ambiente e Politiche Agricole) a fissare le nuove regole che garantiranno “semplificazioni procedurali, accessibilità online, pubblicizzazione e trasparenza.

Affitto con riscatto (articolo 23)

Si rivitalizza il vecchio affitto con riscatto. Viene fissato l’obbligo del concedente, se inadempiente, di restituire tutti i canoni incassati fino al momento dell’inadempimento. Se a essere inadempiente è l’inquilino, questi perde i canoni versati. Saranno le parti a fissare il limite per i canoni in ritardo, ma non si potrà andare al di sotto del 5 per cento. Con cento rate mensili, se ne possono saltare al massimo cinque.