FONDAZIONE DUCCI : LA MUSICA UNISCE E FAVORISCE LA PACE
di Giorgio Girelli *
Musica e pace vanno molto d’accordo. Non solo perché, come è stato
ripetuto tante volte, la musica è aperta a tutti, non ha confini. Ma anche
perché si moltiplicano le iniziative per promuovere e sensibilizzare
attraverso la musica la ricerca della pace, così in bilico o addirittura
calpestata in questi tempi. La musica non è solo un mezzo di
intrattenimento, ma una vera e propria pratica attiva di diplomazia,
educazione e armonia sociale. Artisti come John Lennon hanno unito
l'attivismo politico a inni universali come Imagine e Give Peace a
Chance, portando il messaggio della nonviolenza nelle case di milioni di
persone. Da ultimo il musicista franco-libanese, che sarà al teatro
Arcimboldi di Milano il 4 novembre per JazzMi, ha dichiarato: “Proporre
una musica che unisce anziché dividere è il mio modo di disegnare la
pace”. Nipote dello scrittore Amin Maalouf deve la sua fama all’uso di una
speciale tromba a quattro pistoni, inventata dal padre, che gli permette di
suonare i quarti di tono tipici delle melodie orientali. Lodevolmente
sensibile al tema anche la Fondazione Ducci che ha promosso in
Campidoglio a Roma il Concerto per la Pace “Tra le note un’ armonia”,
presente un numeroso e qualificato pubblico tra cui gli ambasciatori
Enrico De Majo e Renato Mosca de Souza (Brasile), l’economista Merja
Tuomas-Kettunen Aalto (storicamente legata all’ambasciata di
Finlandia), la scrittrice uruguayana Mirta Gutiérrez de Marques Seré ,
nonché il sindaco di Chieti Giovanni Legnini.
Come noto la Fondazione Ducci è un’istituzione culturale italiana
fondata nel 1999 nata in memoria dell’impegno sociale e culturale dei
genitori del fondatore ed animatore ambasciatore Paolo Ducci ed è
attivamente impegnata nella promozione del dialogo interculturale e
interreligioso e nella ricerca storico-politica ed economico-sociale.
Cura la pubblicazione di studi periodici online, tra cui la rivista mensile
“Agenda Geopolitica” , magistralmente diretta dall’ambasciatore Marco
Baccin, e i “Pamphlet della Fondazione”. Promuove, tra l’altro, il
“Premio Ducci per la Pace”, riconoscimento annuale assegnato a
personalità che si distinguono nell’ambito della cooperazione e della
solidarietà internazionale. L’organizzazione del concerto, iniziata nel 2006,
viene riproposta ogni anno quale significativo momento di
sensibilizzazione sulla questione della pace. Per questa edizione
l’esecuzione è stata affidata al m.o Luigi Piovano, primo violoncellista
dell’orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed al m.o
Giuliano Mazzoccante (pianoforte) direttore del teatro Marrucino di
Chieti e fondatore e direttore della Music & Art International
Academy sempre di Chieti. Gli artisti, particolarmente applauditi, hanno
privilegiato musiche di Ottorino Respighi e Serghei Rachmaninoff.
Quest’ultimo compositore mi richiama il ricordo del compianto Maestro
Robleto Merolla (1937–2010), celebre tenore drammatico,
strettamente legato al Conservatorio Statale di Musica G. Rossini di
Pesaro sia come studente (fu l’ultimo allievo del leggendario
maestro Arturo Melocchi del quale ha sempre sollecitato una
adeguata commemorazione) sia, successivamente, dopo il suo
precoce ritiro dalle scene, come apprezzato docente di Canto. Di
qui la mia lunga frequentazione con lui in quanto ricoprivo l’incarico
di presidente dell’Istituto musicale. Il repertorio e l’insegnamento di
Merolla includevano romanze e arie del repertorio lirico e
cameristico internazionale tra cui figuravano in particolare anche le
romanze e i canti russi di Sergei Rachmaninoff, al quale dedicò un
articolato concerto rimasto indimenticato : “Il Canto di Rachmaninoff”.
Prima della esecuzione del Concerto per la Pace nella Sala della
Protomoteca il presidente Ducci ha rivolto il saluto della Fondazione ai
presenti ponendo in particolare rilievo che oggi per governanti e politici
la pace è il primo problema da affrontare respingendo i tentativi di chi
intende minacciarla. L’onorevole Fabrizio Cicchitto, dal canto suo, ha
sottolineato che nessuno vuole la guerra, a parole però, e non sempre
pronunciate in buona fede. Indice dei reali pericoli presenti è l’adesione
di paesi come la Svezia e la Finlandia, da sempre neutrali, alla NATO.
Illustrata l’evoluzione della politica internazionale negli ultimi decenni,
Cicchitto ha concluso affermando che o l’Europa supera le sue
contraddizioni e copre gli spazi che gli USA stanno lasciando scoperti o i
valori su cui si è finora retto l’Occidente rischiano di essere travolti.
*Ambasciatore di San Marino
Nelle foto: – il Presidente della Fondazione Paolo Ducci.
– I Maestri Luigi Piovano e