Asia Bibi e il Nobel a Denis Mukvege e Nadia Murad

Asia Bibi è stata assolta da tutte le accuse con una sentenza definitiva della Corte Suprema del Pakistan
letta dal giudice Saqib Nisar. Ma nessuno le può restituire i 3.420 giorni passati in carcere a questa madre
cattolica di 5 figli accusata di blasfemia. E la donna, sul cui capo pende una taglia da $ 10.000 messa dagli
integralisti islamici, sarà costretta a lasciare il paese per non essere uccisa. Pericolo decisamente reale visti i precedenti assassinii del governatore musulmano del Punjab, Salman Taseer e del ministro cattolico per le Minoranze Shahbaz Bhatti, entrambi si battevano per la liberazione di Asia. Il fatto di essere donna non ha certo aiutato Asia nell’evolversi della vicenda, lo stato delle donne in molte parti del mondo è risaputo, ma il problema va anche oltre i paesi in cui ci sono radicamenti culturali così forti rispetto la loro condizione.
All’estremo opposto del pianeta condizione della donna, il Premio Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato
a Denis Mukwege e Nadia Murad per il loro impegno contro l’uso della violenza sessuale come arma di guerra. Si tratta di un fenomeno particolarmente esteso che affonda nella cultura sessista e nei differenti
rapporti di potere, avvalendosi della necessità di ricorrere ad un passaggio, un lavoro, ed esplicitandosi
attraverso forme di schiavismo ed arrivando alla prostituzione. Organismi e istituzioni internazionali quali
ONU, UNHACR, Consiglio d’Europa e Parlamento Europeo hanno messo in campo il progetto ASVARW per preparare gli operatori impegnati nelle operazioni di primo accoglimento.
Emancipazione femminile, violenza contro le donne, gender gap, il tema della donna nella società moderna
è quanto mai attuale, anche se viene a galla solo quando l’ennesima vittima va ad ingrossare i numeri del
femminicidio. Sapete quale è la prima domanda che viene posta ad una vittima di stupro? “Come eri
vestita?”. Una domanda che non viene mai posta allo stupratore, e che evidenzia il forte preconcetto
maschilista alla base della violenza sulle donne anche dal punto di vista inquirente. Il tema fu sviluppato nel 2013, prendendo spunto dall’omonima poesia “What I was Wearing” di Mary Simmerling. Il lavoro fatto è poi sfociato in un’istallazione artistica dal titolo “What were you wearing?” realizzata da Mary Wyandt-Hiebert, docente alla University of Arkansas, e da Jen Brockman, direttrice del Sexual Assault Prevention Center presso la University of Kansas.
Il World Economic Forum ha pubblicato l’annuale Global Gender Gap Report, trattasi del rapporto più
attendibile su differenze e diseguaglianze tra uomini e donne nel mondo del lavoro. L’Italia risulta al 118°
posto su 144 paesi nella classifica del settore economia e siamo calati anche sul versante della politica. In
Italia abbiamo un tasso di occupazione femminile molto basso che è fermo al 47% da oramai 10 anni. A tale
scopo fu introdotta la legge Golfo-Mosca, un sistema di quote ‘rosa’ nei Consigli di Amministrazione delle
società quotate in Borsa. Ma gli ottimi risultati ottenuti in questa direzione, non si sono propagati a livello
direttivo esecutivo, la retro-cultura maschilista è dura da sconfiggere
MAURIZIO DONINI