Cultura

PER ASPERA AD ASTRA La visione quotidiana del nostro universo

Per aspera ad astra (attraverso le asperità sino alle stelle) è una esortazione a non abbattersi di fronte agli ostacoli e alle difficoltà, un motto latino che l’artista Mario Vespasiani ha voluto prendere come spunto per avviare evento unico, di condivisione attraverso l’arte della profonda osservazione di noi stessi, in questi momenti eccezionali.
Considerato il periodo di assoluta emergenza che il Paese sta vivendo e a seguito delle restrizioni governative – che per prevenire la diffusione del contagio, impongono a tutta la popolazione di rimanere nelle proprie case – questa frase è stata adottata per provare ad unire idealmente cuori e menti, presi da ansie e preoccupazioni. 
L’iniziativa nasce dalla sensibilità di Mario Vespasiani, il quale ha pensato di trasformare il suo sentimento di vicinanza e di incoraggiamento in una “mappa dell’universo quotidiano” da costruire insieme. Invitando ciascuno a scattare una fotografia originale e inaspettata di un particolare del luogo ove ci si trova a vivere catturando i dettagli astratti e carichi di colore di cui ciascuno è protagonista e scopritore.

In una recente intervista, alla domanda: Crede che attraverso l’arte sia possibile fornire un contributo all’emergenza che sta vivendo l’Italia e il mondo?
L’artista Vespasiani risponde: • Credo nell’arte come fonte di elevazione spirituale, nel sentimento di unione col tutto, con le altre culture e le altre storie, col Creatore e con la terra, con gli artisti del passato e con chi magari la usa solo da sfondo ignorandone origine e significato. Da artista mi sento chiamato a difendere la mia società con le armi che ho in mano, che sono quelle delle sensibilità e della cura, sia verso i capolavori che verso le persone, che li apprezzeranno e che magari ne aggiungeranno di nuovi. Ognuno di noi deve fare qualcosa, ma nel rispetto altrui e nel considerare, ora, adesso che siamo in allarme, l’importanza della libertà, dei diritti ottenuti, delle conquiste raggiunte, che forse fino a ieri avevamo dato per scontato. Siamo chiamati a fare delle scelte per la salvaguardia di un pianeta che ci sta dando da tempo segnali di malessere, prima che lo faccia lui stesso con le sue regole. Allo stesso modo siamo tenuti alla salvaguardia della psiche umana e della sua anima, la prima che non ha più un solido legame col vero, la seconda col trascendente.

Lo scopo dell’evento è sia di sensibilizzare all’osservazione profonda e meravigliata di ciò che abbiamo intorno e che spesso non notiamo, ma anche di costruire un racconto che nasce da una condizione inusuale. Viene richiesta una sola immagine per ciascuno, la quale inizialmente sarà pubblicata in rete e poi con le altre formerà un’opera collettiva a tutti gli effetti. Per aspera ad astra richiama anche un ulteriore elemento significativo, ossia il cercare le forme astratte nel mondo visibile degli oggetti.

L’idea prosegue la ricerca di Mario Vespasiani nell’indagine del mondo, interiore ed esterno, dell’infinitamente grande come del minuscolo, in un percorso artistico ventennale che lo ha visto affrontare scienza e spiritualità, sapienze orientali a quelle occidentali e collaborare con le maggiori istituzioni e con autorevoli studiosi di varie discipline. In un momento così delicato, l’artista ha scelto di fare rete non solo tra gli operatori del settore, colpiti nella maniera più dura e forse anche più profonda dalle conseguenza di questo morbo, ma anche tra le persone sparse un ogni angolo del paese, di ogni età e livello culturale, per mostrare la bellezza dello stare insieme, nella diversità, anche quando le più impensabili barriere non lo permettono.

Nella carriera di Vespasiani sono stati sempre presenti i colori, in quanto ogni opera ha rispecchiato per lui una particolare descrizione simbolica, data non solo dai temi ma anche dalle tonalità che i suoi abbinamenti trasmettono. L’artista ha puntualmente fatto riferimento all’energia che si manifesta attraverso le vibrazioni cromatiche e spesso, anche per via dei grandi formati adoperati, i suoi dipinti sono stati percepiti come sessioni di cromoterapia. A ciascun partecipante viene perciò richiesto anche di far attenzione alle sfumature dei colori che più lo attraggono, perché nelle cromie come nelle forme astratte, ognuno ritroverà la propria personalità, che nel progetto completo dovrà riconoscere in mezzo a quelle di tutti gli altri.

Dichiara ancora Mario Vespasiani nell’intervista:  • Vorrei provocare un sentimento trasparente di semplicità, nell’osservare un dettaglio, un oggetto che è stato sempre fisso lì e magari meravigliarsi per come ci è arrivato e per chi ricorda. Il progetto avrà completamento se sarà spontaneo, ossia se poi qualcuno nello svegliarsi di fianco a chi ama, gli dirà quello che ha sempre trattenuto: ci siamo ancora e ti voglio bene.