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SEGNALI D’AUSPICIO PER LO SBLOCCO DEI CREDITI INCAGLIATI E PER LA RICOSTRUZIONE

Prosegue il confronto a livello regionale tra le Associazioni di categoria
a cui si aggiungono le voci del mondo delle Professioni Tecniche
Prosegue il confronto tra le principali Associazioni di categoria regionali del settore
dell’edilizia e degli impianti che vede ora protagoniste anche la Federazione degli
Ingegneri e la Federazione degli Architetti delle Marche. L’intento è quello di
stimolare riflessioni comuni e di pianificare un programma d’azione congiunto
finalizzato all’identificazione di una proposta condivisa che sia di soluzione
all’attuale situazione di criticità in cui versa il settore.
Le priorità sono rappresentate dallo sblocco totale dei 19mld di crediti, attualmente
incagliati nei cassetti fiscali delle imprese, e la ricostruzione dei territori colpiti dagli
eventi sismici del 2016, per la quale occorre rispristinare il meccanismo della
cessione o attivare celermente soluzioni equivalenti.
I primi risvolti degli incontri delle Associazioni nazionali tenutesi ieri a Palazzo Chigi
fanno ben sperare, ma occorre mantenere alta l’attenzione.
Dalla relazione finale dello scorso ottobre della Commissione d’inchiesta
parlamentare sul sistema bancario e finanziario (condotta su un campione
composto da 11 istituti di credito nazionali vigilate direttamente dall’SSM della BCE,
Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane) emerge che, per crediti fiscali derivanti dai
bonus edilizi, banche ed istituti finanziari hanno assunto impegni – tra pratiche in
lavorazione, deliberate ed erogate – pari complessivamente a 77mld di euro,
saturando, in sostanza, la loro capienza fiscale massima.
Solamente due banche hanno avviato operazioni di quinta cessione (quella rivolta
alle partite IVA ad esclusione dei soli consumatori finali) per un misero 2,39% del
controvalore complessivo dei crediti fiscali acquistati.
Risulta lampante alla Commissione la necessità di “riattivare subito il circuito della
cessione del credito al sistema bancario e a terzi per scongiurare la chiusura di
migliaia di imprese con importanti ricadute occupazionali, di gettito fiscale
complessivo prodotto dalla filiera edile e di emersione del lavoro sommerso e di
significativi rischi di contenzioso”.
Il rapporto mette anche nero su bianco i dati relativi alle percentuali registrate per
le frodi su ciascuna misura ed evidenzia che quelle che “hanno riguardato il
Superbonus 110% sono state pari al 3% del totale rilevato. Molto significative sono

state, invece, le frodi che hanno coinvolto il Bonus facciate (pari al 46% delle frodi)
e l’Eco-bonus (pari al 34% delle frodi)”.
«In vista del tavolo tecnico annunciato dal Ministro dell’Economia in tema di
superbonus – affermano ANCE Marche, Confindustria Marche, CNA Marche,
Confartigianato Marche, CONFAPI Marche, Legacoop Marche, CLAAI Marche,
FedIng Marche e FederArchi Marche – riteniamo che l’utilizzo degli F24 sia
indispensabile per ampliare la capacità di compensazione fiscale e risolvere il
problema dei crediti incagliati che sta mettendo in grande difficoltà l’intero sistema,
con i vantaggi di essere applicabile in tempi molto rapidi e di facile realizzazione,
inoltre, senza ingenerare alcun impatto aggiuntivo sulla finanza pubblica».