Futuro

Intelligenza artificiale sul lavoro: UNISIN MARCHE. Opportunità, ma al centro le persone e la loro dignità.

“L’innovazione deve migliorare la qualità del lavoro, non trasformarsi in uno
strumento di riduzione dell’occupazione e dei servizi sul territorio”
L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente in tutto il mondo del lavoro, compreso
il settore bancario. Si tratta di un processo che suscita interesse, ma anche
preoccupazione per la velocità e la profondità dei cambiamenti che sta producendo.
Anche le Marche non sono estranee a questo fenomeno. L’IA sta già incidendo
sull’organizzazione del lavoro e, in molti casi, rappresenta un’opportunità concreta per
semplificare i processi, migliorare i servizi e sostenere le attività lavorative.
È però necessario che l’intelligenza artificiale sia orientata, come ogni strumento di
progresso, al bene comune e posta al servizio della dignità della persona.
In uno scenario di profonda trasformazione, è fondamentale ribadire un principio
irrinunciabile: il lavoratore deve rimanere al centro del processo lavorativo. La
tecnologia, per quanto avanzata, deve agire esclusivamente come supporto alle
decisioni e alle attività, non come surrogato. È l’essere umano, con la sua
professionalità, competenza ed intelligenza emotiva, a dover mantenere il ruolo di
dominus e decisore finale, vigilando affinché la macchina sia al servizio dell’uomo e
mai il contrario.
L’IA pertanto deve tradursi in un reale miglioramento della qualità della vita lavorativa,
in ogni ambito professionale e sotto il profilo della sicurezza. Non deve sostituire le
relazioni interpersonali, che costituiscono una fonte primaria di benessere individuale,
né essere utilizzata per determinare una riduzione indiscriminata dei posti di lavoro,
seguendo logiche di breve respiro legate al risparmio dei costi.
Per questo ribadiamo che l’IA non debba essere considerata esclusivamente uno
strumento di profitto, ma anche una risorsa di benessere e di crescita per l’intera
collettività.

Questa riflessione assume un’importanza ancora maggiore in una regione come le
Marche che, dopo la procedura di risoluzione di Banca Marche, ha già assistito a una
drastica riduzione dell’occupazione in diversi ambiti, compreso quello bancario.
A ciò si aggiunge il fenomeno della desertificazione bancaria, che ha privato numerosi
Comuni persino dell’unico sportello bancario presente sul territorio, riducendo
ulteriormente l’accesso ai servizi e indebolendo il rapporto tra banche, cittadini e
imprese.
È quindi necessario monitorare costantemente l’evoluzione dell’intelligenza artificiale,
affinché essa proceda nella direzione dei lavoratori e non soltanto in quella delle
aziende; nella direzione del benessere, dell’etica e della qualità del lavoro, e non
esclusivamente del profitto.
Si tratta di una sfida complessa ed epocale, che chiama in causa tutte le istituzioni
politiche e sociali. Servono confronto, trasparenza, formazione e partecipazione dei
lavoratori alle scelte che riguardano l’introduzione e l’utilizzo dell’IA nei luoghi di lavoro.
Nessun algoritmo potrà mai sostituire il giudizio critico, l’etica e la fondamentale
relazione di fiducia che il lavoratore instaura con la propria clientela, in particolar modo
nel settore bancario.
Mantenere le persone al centro di ogni procedura significa garantire che l’innovazione
crei valore reale, tangibile e condiviso.
Per Valerio Fabi, Segretario Nazionale di UNISIN “la linea guida per i vari processi
evolutivi in materia, è stata magnificamente segnata da Papa Leone XIV nella sua
prima enciclica “Magnifica Humanitas”. Qui viene ribadita la netta distinzione tra il
calcolo algoritmico e l’esperienza viva dell’essere umano in ogni ambito: personale,
sociale e lavorativo. Proprio questo aspetto mette in rilievo dal punto di vista etico e
sociale, la valenza del lavoro e delle relazioni umane, come elemento endogeno del
mondo del lavoro e non sostituibile o comprimibile. La valorizzazione della complessità
e ricchezza delle relazioni umane anche in ambito lavorativo è l’elemento che deve
guidare ogni sindacato, e sicuramente UNISIN, in ogni livello di discussione o di
negoziazione”
UNISIN è in prima linea affinché l’intelligenza artificiale sia governata e utilizzata
nell’interesse dei lavoratori, delle comunità e dei territori. L’innovazione non può essere
subita: deve essere indirizzata verso uno sviluppo più equo, sostenibile e rispettoso
della dignità delle persone.

Paolo Ciccarelli
Segretario Regionale UNISIN — aderente a Confsal.