Monte Rinaldo, 58 anni di tradizione: torna la Sagra della Bistecca e dello Spiedino di Castrato
Sabato 8 e domenica 9 agosto 2026, dalle ore 18:00, nel centro storico del borgo
fermano. La sagra del castrato più antica d’Italia è candidata al marchio «Sagra di
Qualità» UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia. In mostra «Ritratto di una terra»,
la storia fotografica della valle dell’Aso.
MONTE RINALDO (FM) — C’è una festa che da cinquantotto anni segna il cuore dell’estate
nell’entroterra fermano. Sabato 8 e domenica 9 agosto 2026, a partire dalle ore 18:00, il centro
storico di Monte Rinaldo ospita la 58a edizione della Sagra della Bistecca e dello Spiedino
di Castrato, organizzata dall’Associazione Pro Loco «Cuma» di Monte Rinaldo APS insieme al
Comune di Monte Rinaldo e con il patrocinio dello stesso.
Giunta alla sua cinquantottesima edizione, la manifestazione è la sagra del castrato vero più
antica d’Italia: uno dei pochi eventi gastronomici nazionali dedicati esclusivamente alla carne di
castrato, prodotto di nicchia profondamente radicato nella cultura contadina dell’Italia centrale e
nella tradizione della transumanza dell’Appennino marchigiano.
Dal Medioevo ai giorni nostri: la storia del castrato
Le radici di questa tradizione affondano lontano nel tempo. Già nel Medioevo la carne di castrato era
trattata nelle opere di medicina che, secondo la dottrina galenica, descrivevano le proprietà degli
alimenti disponibili per l’uomo. E il pregio attribuito a questa carne è attestato dagli statuti di
numerosi comuni dell’Italia centrale dei secoli XIII e XIV: la principale preoccupazione delle
magistrature comunali era evitare che le carni di pecore e montoni fossero vendute per quelle, più
pregiate, di castrato. Si disponeva perciò che i due tipi di carne fossero venduti in tempi o su banchi
diversi — stabilendo talvolta persino la distanza minima da rispettare — e, dove la separazione fisica
non era possibile, si obbligava il macellaio ad apporre segni e sigilli, con carcasse «sugellate a li pedi».
In queste terre la pratica si intrecciava con la transumanza: alcuni agnelli del gregge venivano castrati
— «mmaiati», nel termine dialettale locale — e fatti ingrassare dai pastori o dai contadini, ai quali
venivano ceduti quale compenso per l’uso dei pascoli. Destinati a riserva di carne per la famiglia,
erano macellati e cucinati d’estate, all’epoca della maturazione dei pomodori, contorno naturale di
questo piatto. A Monte Rinaldo, sin dalla metà del Novecento, l’allevamento di montoni e agnelli
«mmaiati» era diffuso nelle aziende agricole: l’evirazione dell’agnello rende la carne particolarmente
tenera e le conferisce un sapore unico.
Un castrato di buona qualità si riconosce dalla carne di colore rosso porpora e dal grasso
madreperlaceo. Con un’opportuna frollatura questa carne risulta superiore per tessitura e sapore,
mentre la «durezza» e la «selvaticità» che le vengono talvolta associate si rivelano soltanto errati
pregiudizi. Apprezzata storicamente, è una carne ben tollerata dall’organismo, tradizionalmente
indicata come alternativa proteica anche in presenza di alcune allergie alimentari. In Italia è rimasta
tuttavia poco conosciuta, perché gli ovini sono stati da sempre allevati soprattutto per la lana e il
latte.
Da questa storia nascono i due piatti simbolo della sagra: la bistecca, condita con un preparato la cui
ricetta si tramanda oralmente fino ai giorni nostri, e gli spiedini, ricavati dai ritagli della lavorazione:
entrambi cotti alla brace e serviti con le verdure di stagione. Una sagra di nicchia, dunque, nata per
valorizzare un prodotto che sta scomparendo dalle nostre tavole e, soprattutto, un allevamento —
quello dell’agnello castrato — che sta scomparendo dalle nostre campagne.
La candidatura al marchio «Sagra di Qualità» UNPLI
L’edizione 2026 porta con sé una novità di rilievo: la Pro Loco «Cuma» è ufficialmente candidata
al marchio «Sagra di Qualità», il riconoscimento nazionale dell’Unione Nazionale Pro Loco
d’Italia (UNPLI) riservato alle manifestazioni che si distinguono per autenticità, storicità, legame
con il territorio e valorizzazione dei prodotti tipici. Un traguardo che, se conseguito, iscriverebbe la
manifestazione nell’Albo Nazionale delle sagre certificate, a suggello di quasi sei decenni di storia.
In mostra «Ritratto di una terra»: la memoria fotografica della Valdaso
Sabato 8 e domenica 9 agosto, nell’ambito della sagra, sarà esposta una selezione di fotografie
che costituisce il nucleo centrale di un progetto che l’Associazione Altidona Belvedere e la
Fototeca Provinciale di Fermo hanno realizzato nel corso degli ultimi quattro anni,
coinvolgendo tutti i comuni della Valdaso.
Il titolo del lavoro è «Ritratto di una terra – Da memoria privata a memoria collettiva.
Una storia fotografica della valle dell’Aso»: un percorso che raccoglie e restituisce alla
comunità immagini custodite per decenni negli archivi familiari, trasformando la memoria privata
in patrimonio condiviso. Dal progetto è nato un volume, pubblicato con il contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo (Fondazione Carifermo).
Il programma: sapori, musica e il borgo
Lo stand gastronomico apre in entrambe le serate dalle ore 18:00. Accanto a bistecca e spiedino
di castrato, il menù propone panzanella, salsiccia, olive all’ascolana, contorno di patate e pomodori,
polenta al ragù rosso di castrato e vini del territorio.
Ricco il cartellone dell’intrattenimento, con pista da ballo allestita per entrambe le serate e musica
per tutte le età.
La sagra è anche occasione per scoprire il borgo di Monte Rinaldo, un vero gioiello, impreziosito dal
Belvedere Valdaso, che spazia dai Monti Sibillini all’Adriatico.
Un volano per il territorio
La manifestazione è nata per portare avanti una tradizione tramandata dagli antichi allevatori locali
dell’agnello castrato — pratica in progressivo declino che la sagra con la custodia delle pietanze
contribuisce a salvaguardare. Non un semplice evento gastronomico, dunque, ma un progetto di
promozione integrata del territorio che intreccia enogastronomia, cultura, storia e paesaggio.
«Sono orgogliosa del lavoro di tutte le persone che negli anni, con spirito di volontariato, hanno
contribuito al mantenimento di questa tradizione da oltre cinquant’anni — dichiara Antonella
Antonini, Presidente della Pro Loco «Cuma» — e che oggi hanno reso possibile arrivare a essere
valutati quale potenziale Sagra di Qualità, il marchio riconosciuto dall’Unione Nazionale Pro Loco
d’Italia».
Il sindaco Gianmario Borroni aggiunge: «una sagra può essere considerata un patrimonio di
cultura immateriale poiché rappresenta una festa popolare radicata nella storia e nelle tradizioni
del territorio. Per la nostra comunità l’appuntamento che si rinnova per il 58’ anno, rappresenta,
oltre che un momento di festa e condivisione, anche l’occasione per tramandare tradizioni,
valorizzare il borgo e le proprie peculiarità. Due giorni durante i quali la Pro Loco con tutti i suoi
volontari e l’Amministrazione Comunale, lavorano insieme alla promozione turistica del
territorio».
INFORMAZIONI UTILI
• Quando: sabato 8 e domenica 9 agosto 2026, dalle ore 18:00
• Dove: centro storico di Monte Rinaldo (FM), Zona Belvedere Valdaso
• Organizzazione: Pro Loco «Cuma» di Monte Rinaldo APS, con il patrocinio e il supporto del
Comune di Monte Rinaldo
• Contatti stampa: prolocomonterinaldo@gmail.com — pagina Facebook «Pro Loco Monte
Rinaldo», profilo Instagram e Comune di Monte Rinaldo
SCHEDA — LA SAGRA IN BREVE
Edizione 2026: 58a sagra · Prodotto tipico: Bistecca e Spiedino di Castrato di Monte Rinaldo ·
Riconoscimenti: candidatura presentata al marchio «Sagra di Qualità» UNPLI · In mostra: «Ritratto
di una terra – Da memoria privata a memoria collettiva» (Associazione Altidona Belvedere e
Fototeca Provinciale di Fermo, con volume edito con il contributo della Fondazione Carifermo) ·
Contesto: borgo collinare a circa 450 m s.l.m.