| L’Italia si divide anche sul piano energetico degli edifici, con differenze marcate tra le regioni. Secondo un’elaborazione Resolglass (aprile 2026) su base SIAPE/ENEA e dati proprietari, la quota di immobili in classe G –la più energivora– varia dal 19,8% del Trentino-Alto Adige al 37,6% della Calabria, a fronte di una media nazionale pari al 30%.
Nel Nord si concentrano le performance migliori: oltre al Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta (21,8%) e la Lombardia (24,8%) mostrano livelli più contenuti di edifici inefficienti, accompagnati da una maggiore diffusione delle classi energetiche più alte.
Nel Centro Italia il quadro è più equilibrato ma ancora fragile: la Toscana (29,1%) resta sotto la media nazionale, mentre Marche (30,1%), Umbria (31,2%), Lazio (31,3%) e Abruzzo (31,5%) si collocano sopra il dato medio.
Il divario si amplia nel Mezzogiorno e nelle Isole: la Puglia (35,4%), la Sardegna (35,6%), il Molise (36,3%), la Basilicata (36,4%), la Sicilia (36,6%) e la Campania (36,9%) presentano le quote più elevate di edifici in classe G, con la Calabria in coda alla classifica.
«Il dato nazionale non è più sufficiente: è il territorio a determinare la reale qualità energetica del patrimonio edilizio» osserva Enrico Scozzari, ideatore di Resolglass e CEO del Gruppo Resolfin.
Secondo le analisi, interventi sull’involucro edilizio – facciate e sistemi vetrati ad alte prestazioni – possono ridurre i consumi fino al 14% nel breve periodo e fino al 37% nel lungo termine.
Il tema non riguarda solo l’ambiente: una maggiore presenza di edifici inefficienti implica costi energetici più elevati e un rischio crescente di svalutazione del patrimonio immobiliare. |