Attualità a cura di Maurizio Donini

Il Sit-to-Stand Test dalle origini alla Rivoluzione della Diagnostica Motoria

Se oggi i medici di tutto il mondo possono valutare la forza funzionale e il rischio di caduta di un
paziente in meno di trenta secondi, lo si deve a un’intuizione nata tra i laboratori di ricerca del
Regno Unito e degli Stati Uniti tra gli anni Ottanta e Novanta. Il Sit-to-Stand (STS) test,
comunemente noto come “test della sedia”, è diventato uno degli strumenti di screening più
utilizzati nella geriatria e nella riabilitazione. dei test clinici, nacque così il “sit-to-stand test”, noto
anche come “test della sedia”. Un gesto quotidiano – alzarsi e sedersi – venne trasformato in un
indicatore scientifico capace di raccontare molto più di quanto sembri.
Prima degli anni Ottanta, la valutazione della forza muscolare avveniva principalmente tramite test
manuali o macchinari complessi che isolavano i singoli muscoli. Tuttavia, i clinici si resero conto
che la forza “pura” non sempre si traduceva in capacità funzionale. Nel Regno Unito, la ricerca si
concentrò sulla necessità di valutare l’indipendenza degli anziani nelle attività della vita quotidiana
(ADL). Alzarsi dalla sedia fu identificato come il prerequisito fondamentale per la mobilità. Negli
Stati Uniti, ricercatori come Csuka e McCarty (1985) iniziarono a formalizzare il test per
quantificare la forza degli arti inferiori, portando alla nascita del celebre “Chair Stand Test”.
Esistono diverse varianti del sit-to-stand test, ma le più comuni includono: “5 Times Sit-to-Stand
Test (5xSTS)”: misura il tempo necessario per alzarsi e sedersi cinque volte consecutive. “30-
Second Sit-to-Stand Test”: conta quante volte una persona riesce ad alzarsi da una sedia in 30
secondi. Durante il test, il paziente deve alzarsi completamente e sedersi senza utilizzare le
braccia, mantenendo una postura controllata. I risultati vengono poi confrontati con valori di
riferimento basati su età e condizioni di salute.
Nel Regno Unito, il test venne inizialmente adottato nei reparti di geriatria come strumento rapido
per valutare la mobilità dei pazienti senza ricorrere a macchinari complessi. Il successo del test
della sedia risiede nella sua semplicità ed efficacia. Non richiede attrezzature costose (basta una
sedia standard e un cronometro) ed è un potente predittore di diversi outcome di salute: Rischio
di Caduta: Un tempo superiore ai 12-15 secondi nel test delle 5 ripetizioni è spesso correlato a un
alto rischio di infortuni. Sarcopenia: È uno strumento rapido per identificare la perdita di massa e
funzione muscolare.
Studi recenti indicano che le prestazioni nel STS sono correlate alla capacità aerobica e alla salute
del cuore. Sebbene sembri un esercizio semplice, la biomeccanica del “sit-to-stand” coinvolge una
complessa coordinazione tra i quadricipiti, i glutei e i muscoli stabilizzatori del core, rendendolo un
esame olistico del sistema motorio. Nato come esperimento clinico tra le due sponde
dell’Atlantico, il Sit-to-Stand test ha democratizzato la diagnostica medica, portando la valutazione
della salute fuori dai laboratori e direttamente negli studi medici e nelle case dei pazienti. A più di
trent’anni dalla sua introduzione, il sit-to-stand test rimane un esempio brillante di come la
medicina possa trovare soluzioni efficaci osservando la realtà più semplice. Alzarsi da una sedia
non è solo un gesto: è un indicatore della nostra forza, del nostro equilibrio, della nostra capacità
di vivere in modo indipendente.

MAURIZIO DONINI