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Gatto cucine chiesta mobilità per 112 operai

0gattocucineANCONA – Crisi del mobile, ora è la volta della Gatto Cucine di Camerano (Ancona) che ha annunciato di voler avviare la procedura di mobilità per 112 dipendenti tra operai e amministrativi. Si rischia la chiusura dell’azienda. Ieri la risposta dei sindacati che hanno indetto otto ore di sciopero dei lavoratori organizzando dalle 9 alle 13 un presidio davanti all’azienda della direttissima del Conero operativa nella fabbricazione di cucine componibili da quasi sessant’anni. Un’adesione totale dei lavoratori, stando alla Filca-Cisl, alla Fillea-Cgil e alla Feneal-Uil, che oggi torneranno ad incrociare le braccia con altre otto ore di sciopero e un picchetto di quattro ore sempre sotto la sede aziendale.

«Venerdì c’è stata data la notizia – spiega Luca Tassi, segretario provinciale della Filca-Cisl – durante il tavolo che avevamo aperto con la proprietà per gli stipendi arretrati dei dipendenti. Il personale deve avere tre mensilità e la quattordicesima ». Stando alle tre sigle sindacali i dipendenti non percepiscono lo stipendio da giugno, mese che ha fatto partire il contratto di solidarietà con meno ore di lavoro per tutti. Ogni lavoratore dove prendere circa 6mila euro. Molti hanno i mutui delle case da saldare e bollette da pagare. «Al tavolo eravamo andati con altre attese – continua Sergio Campanari, segretario provinciale Feneal-Uil – ci aspettavamo un accordo per il pagamento degli arretrati. Invece c’è stato detto che la Gatto Cucine intendeva avviare la procedura di mobilità per quasi tutti i dipendenti. E’ venuta meno una commessa con una ditta algerina che avrebbe portato 10milioni di euro nelle tasche aziendali. Una liquidità che non ci sarà ».