Una lunga scia di sangue!

00suicidiQualche giorno addietro sulla sua rubrica sul Messaggero Roberto gervaso argomentava come il premier non leggesse i giornali, almeno quelli italiani, mentre è attento al FT e magari è più disposto a gustare un gelato o a farsi un selfie. Quello che purtroppo il premier non vede o non vuol vedere è l’effetto dirompente della crisi sulle vite dei suoi concittadini. Non basta, non è più sufficiente spargere speranze, invocare un sano ottimismo, lanciare anatemi ai gufi, la situazione socio economica del Paese è al collasso, interi “gruppi” sociali sono oramai gli agli altri contrapposti da una situazione di giorno in giorno sempre più insostenibile. Avanza la depressione e l’idea di non potercela fare, si allunga la tragica scia di sangue dei suicidi, già 37 fino ad oggi, 108 casi nel 2013, contro i 49 del 2012. Nessuno se ne cura. Né il premier dall’alto delle sue responsabilità, né la Chiesa cattolica dalla quale non è venuto in questi mesi un monito, un avvertimento contro il dilagare delle sofferenze e del disagio. Quello che può fare lo fa la Caritas o qualche altra istituzione caritatevole, ma nessun provvedimento atto a frenare un fenomeno in forte crescita dopo i mesi estivi. Le motivazioni sono soprattutto economiche e a togliersi la vita sono per gran parte imprenditori, un suicidio su due secondo gli ultimi dati. Si tolgono la vita soggetti dalla immensa dignità, ai quali va il massimo rispetto, nonostante il gesto autolesionistico, ma nessuno e ribadiamo nessuno ha voluto affrontare le cause di un fenomeno aberrante, che sono e rimangono di tipo economico. Bastava fissare un periodo di moratoria per i debiti, mutui, finanziamenti, dare una speranza a quanti erano finiti nella morsa delle banche e delle finanziarie o per i tanti che hanno perso il lavoro, non possono più pagare neppure le bollette, o saldare i loro debiti con lo Stato. Tutti insensibili su questo fronte, il governo intento a fissare le priorità su legge elettorale, riforma del Senato, riforma della Giustizia e poi in fondo a fine settembre forse un provvedimento sul lavoro. Quello che i cittadini ancora non sanno e la produzione del governo marcia comunque a rilento, causa la guerra scatenata da Renzi alla burocrazia ministeriale e non solo e quindi con le conseguenti mancate collaborazioni dei grand commis alla formulazione conforme di norme, decreti, disegni di legge. Il premier vuol fare tutto da solo, invece di convincere la burocrazia a cambiare pelle, a mettersi sul serio al servizio del paese, va allo scontro, ricevendo in cambio ostilità, informazioni parziali o errate in sostanza un atteggiamento passivo e dilatorio, così i provvedimenti stagnano e tardano ad arrivare al Quirinale per la promulgazione. Purtroppo non preoccupano solo i suicidi, ma i tentati suicidi sono anch’essi un numero impressionante, un numero che raddoppia di anno in anno, 86 nel 2013, contro i 48 del 2012. Se ne accorgerà mai qualcuno? Magari papa Francesco con la sua autorevolezza morale potrebbe prima o po lanciare un allarme, tale da scuotere le coscienze. Pare inutile attendersi qualcosa dalla politica, da questa politica!

ARES