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Una occasione perduta

assennatoNegli ultimi mesi il Presidente della Repubblica ha provveduto nell’ambito dei suoi poteri alla nomina di quattro senatori a vita, peraltro personalità di altissimo valore e dopo poche settimane ha provveduto al reintegro di un Giudice della Corte Costituzionale nella persona di Giuliano Amato. Passi per la nomina dei senatori a vita, ma la successiva designazione di Giuliano Amato ha lasciato l’amaro in bocca a molti e per diversi motivi tutti noti ai nostri lettori. A nostro parere il Presidente Napolitano nella sua sensibilità e nella sua assoluta discrezione avrebbe potuto compiere un atto di altissimo valore civile indirizzando una onorificienza, fra quelle previste dalla Presidenza della Repubblica ad un professionista più volte citato sulla stampa in seguito allo scandalo dell’ILVA di Taranto. Parliamo del dott. Assennato, Giorgio Assennato, direttore generale dell’ARPA Puglia e Presidente di Assoarpa, il famoso “rompicoglioni”, che la famiglia Riva avrebbe voluto far fuori in quanto con le sue puntuali analisi aveva messo in luce il disastro ecologico ambientale di Taranto. Assennato per fortuna non è stato fatto fuori nonostante il clima di grande deferenza di molti nei confronti dei Riva e l’inattendibilità dell’AIA che il dott. Assennato si è premurato di denunciare. Il dott. Assennato è un funzionario dalla schiena dritta, il quale di fronte ad un coacervo di forze molto trasversale e variegato ha saputo mantenere fede al proprio mandato e mettere al primo posto il dovere e soprattutto il dovere di difendere il bene pubblico e la salute dei cittadini. Bene avrebbe fatto il Presidente Napolitano a dare un segnale, un riconoscimento utile a sottolineare da quale parte sta il potere, il potere politico e istituzionale, anche quando dall’altra parte c’è un grande imprenditore, ma anche qualcosa d’altro se saranno confermate le indiscrezioni sui fondi postati all’estero, di certo non potrà più dirsi “patriota” e salvatore magari di Alitalia. Il Presidente è ancora in tempo per dire ai cittadini di Taranto, a quelli della terra dei fuochi e ai cittadini di tutta Italia che c’è ancora qualcuno di cui ci si può fidare e tiene alta la bandiera del dovere e della lealtà verso la propria missione.

Ares