Bill Gates, Soros, Armani e gli altri La generosità dei miliardari ci rende schiavi?

Scritto dal Dott. David Blunt, docente di politica internazionale alla City University of London

La pandemia di coronavirus ha prodotto un’ondata di donazioni da parte dei filantropi più ricchi del mondo. Bill e Melinda Gates, da tempo paladini della salute globale, hanno investito fondi per la ricerca sulla malattia e la produzione di un vaccino.

Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, ha promesso 1 miliardo di dollari per “l’emergenza globale Covid-19”. Poi ci sono Jack MaLi Ka-ShingGeorge SorosGiorgio Armani e Jeff Bezos – altri esempi di miliardari che hanno donato cifre sbalorditive per alleviare le sofferenze causate da questa crisi globale. Non sorprende che abbiano ricevuto elogi e consensi.

Anzi, se lo sono meritati. Ma il fenomeno mette in evidenza, al contempo, un profondo squilibrio nella società.

Servo e padrone

Chi accetterebbe di essere uno schiavo? Ammettiamo che un gentilissimo benefattore vi abbia offerto un tenore di vita migliore di quello di cui godete attualmente, o a cui potete realisticamente aspirare, e prometta in modo credibile di trattarvi molto bene. L’unica condizione è: il vostro possesso.

Chi accetterebbe l’offerta? A mio avviso, la maggior parte di voi non lo farebbero.

La schiavitù è senza alcun dubbio sbagliata ma è importante capire il perché. Le rappresentazioni della schiavitù presenti nella cultura popolare spesso sottolineano la crudeltà e lo sfruttamento. Sono terribili ma non è questo che rende sbagliato possedere un’altra persona.

Se lo fosse, non avremmo problemi a pensare a un benefattore gentile. Il vero problema della schiavitù risiede nel come sono strutturati i rapporti sociali, in particolare nella divisione del potere.

Filosofi come Philip Pettit hanno passato gli ultimi decenni a proporre una concezione della libertà che usa la schiavitù come archetipo di “non libertà”. A differenza di Thomas Hobbes o di Isaiah Berlin, Pettit non pensa alla libertà come all’assenza di ostacoli, ma come all’assenza di ostacoli arbitrari.

Pettit sostiene che il problema della schiavitù non sia tanto che lo schiavo venga ostacolato in modo crudele o che venga sfruttato ma, semplicemente, che il suo padrone abbia la capacità di interferire nelle sue scelte a suo piacimento. Gli schiavi ben trattati possono essere in una condizione invidiabile rispetto agli schiavi maltrattati ma non hanno alcun controllo sul potere che ha il padrone di intralciarli. È questo ciò che significa essere dominati.

Anche in circostanze in cui un padrone è benevolo, lo schiavo sarà consapevole che le sue scelte si basano sul tacito permesso del padrone. E se abbiamo paura di essere dominati, dobbiamo preoccuparci della filantropia dei miliardari.

Questa si intensifica in tempo di crisi, perché lascia questioni di vita o di morte nelle mani di pochi individui potenti che non hanno alcun vincolo di potere che non sia la propria coscienza. La libertà è a rischio quando lo squilibrio tra ricchezza e potere è così netto. Quanto può giovare alla società che così tante persone nel mondo siano completamente dipendenti dalla generosità dei miliardari?

La fornitura di assistenza sanitaria a milioni di persone si basa sulla loro buona volontà e nient’altro. Scelgono cosa dare, come darla e a chi darla. Costituiscono grandi organizzazioni che hanno una profonda influenza sugli enti pubblici.

La Gates Foundation, per esempio, è il più grande finanziatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dopo gli Stati Uniti. L’influenza della fondazione modella l’agenda sanitaria globale in un modo che è già stato descritto come un “cartello”. Ora che Donald Trump sembra pronto a bloccare i finanziamenti americani per l’OMS, la fondazione sarà ancora più importante. Infatti, ha già investito altri 150 milioni di dollari.

Potere e influenza

Questa crisi ha messo a nudo la forza bruta dello Stato, poiché milioni di persone sono state costrette alla quarantena e all’isolamento. Anche in tempi di crisi come questi, cerchiamo di ridurre al minimo questo potere arbitrario attraverso controlli ed equilibri, lo stato di diritto e la democrazia. Eppure pochi sembrano preoccupati per il potere delle organizzazioni private. Si tratta di organizzazioni che sono potenti quanto alcuni Stati, ma che non hanno vincoli e responsabilità.

In breve, troppe persone nel mondo devono fare affidamento sulla generosità dei filantropi – è un chiaro esempio del divario tra i ricchi e i poveri e della mancanza di libertà dei poveri.

Non si tratta di banalità. Decidono chi vive e chi muore.

Non credo che la maggior parte dei filantropi miliardari abbia cattive intenzioni, anzi il contrario, ma è irrilevante. Come sostengo nel mio recente libro Global Poverty, Injustice and Resistance (Povertà globale, ingiustizia e resistenza), la dominazione è un rapporto strutturale. Si tratta della distribuzione del potere tra gli esseri umani.

Se qualcuno ha il potere di interferire arbitrariamente nelle scelte di qualcun’altro, allora questi non è libero. Non importa se tale interferenza è benevola o malevola o se sceglie di non interferire. Si tratta della capacità di interferire arbitrariamente e nient’altro.

Si potrebbe dire che il mondo è un posto migliore visto che esistono dei filantropi miliardari. Questo è vero, ma non è sufficiente. Nessuno con un tale potere può essere al di sopra di ogni controllo.

In A Theory of Justice, il filosofo politico John Rawls sosteneva che il progresso morale era avvenuto quando la gente aveva smesso di uccidere i prigionieri in guerra e li rendeva schiavi. Ha ragione – è meglio essere schiavi che cadaveri. Ma questo non significa che ci si dovrebbe accontentare di essere schiavi.

Una volta che la pandemia di Covid-19 sarà passata, avremo bisogno di tempo per piangere i nostri morti e per celebrare tutti coloro che hanno contribuito a salvare vite umane, comprese persone come Bill e Melinda Gates. Ma allora dovremmo chiederci perché così tante vite dipendano dalla magnanimità di miliardari piuttosto che da enti pubblici trasparenti, responsabili e adeguatamente finanziati.

Dovremmo chiederci perché non abbiamo organizzazioni internazionali più forti che non siano in debito con gli Stati o le persone ricche. Dovremmo chiederci perché ai miliardari sia permesso di donare fondi a scopo filantropico immensamente cospicui e esenti dalle tasse, piuttosto che pagare più tasse. Dobbiamo chiederci perché la salute sia stata trattata come un privilegio e non come un diritto.