Brexit vs Erasmus

La Commissione Europea ha sempre avuto particolari attenzione per il progetto Erasmus+,
relativamente all’anno 2019 aveva stanziato 3 miliardi di euro indirizzati alla creazione di
Università europee, aumentando di 300 milioni di euro il budget rispetto al 2018. Erano stati
destinati anche 30 milioni per le Università, una nuova iniziativa approvata dai leader dell’Unione
europea durante il vertice sociale di del novembre 2017. Il progetto era volto a creare uno spazio
europeo entro il 2025, tendendo a promuovere una più forte identità europea e rendendo gli
istituti contemporaneamente più competitivi.
Ma ora è arrivato il ciclone brexit a produrre danni, i rappresentanti della gerontocrazia inglese
catapultati in Parlamento dalla pochezza dei labour di Jeremy Corbyn e dal crescente isolazionismo
dei sudditi di sua maestà ancora fermi all’età vittoriana, si vendicano contro i giovani che sono in
stragrande maggioranza europeisti. Con un colpo di spugna la notte dello scorso 8 gennaio la
Camera dei Comuni ha bocciato con 344 voti contro 254 l’emendamento “New Clause 10”
presentato dalle opposizioni che avrebbe garantito il proseguimento automatico di Erasmus+ dopo
la naturale scadenza nel 2020. La rivolta scoppiata sui social ha indotto il governo dei tories a
cercare di placare gli animi cercando di convincere la platea che non si tratta di cessare Erasmus+,
ma semplicemente che il tutto viene rimandato ai negoziati globali con la UE nell’ambito della
brexit.
Resta il fatto che nei fatti Eramus+ a oggi non proseguirà, il fatto che venga ripreso è una speranza
affidata a trattative finora, dopo anni, si sono rivelate totalmente infruttuose, e stante la rigida
politica anti-immigrazione di Boris Johnson, con il niet persino ai bambini rifugiati non
accompagnati, le prospettive non sono delle migliori. Si può sperare in un cambio di rotta nel
passaggio alla Camera dei Lord? Difficile immaginare che personaggi fermi all’epoca di Nelson
possano decidere il futuro di Erasmus+.
Per chiudere lasciamo la sintesi al tweet del famoso storico inglese Simon Schama: “Questa è una
decisione miserabile, un furto alle giovani e future generazioni”.
MAURIZIO DONINI