Coldiretti: LA MACERATESE ALBA ALESSANDRI NELL’ESECUTIVO NAZIONALE

La maceratese Alba Alessandri entra nell’esecutivo nazionale di Giovani Impresa Coldiretti. La nomina è arrivata questa mattina a Roma nel corso dell’assemblea che si è tenuta al Centro Congressi Rospigliosi. A seguire i lavori anche Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche e alla guida dei giovani negli ultimi 5 anni. Proprio oggi ha passato il testimone alla campana Veronica Barbati. La Alessandri, 28 anni, già delegata di Giovani Impresa Marche, è un’imprenditrice agricola che conduce un allevamento di galline per la produzione di uova biologiche a Pieve Torina. Una delle voci tenaci del territorio martoriato dal sisma. Portavoce di tante realtà che hanno deciso di resistere e non mollare. Nonostante le difficoltà di una ricostruzione che tarda a partire. “Spero che il confronto a livello nazionale aiuti anche a sbloccare le situazioni critiche che abbiamo nella nostra regione – ha detto a caldo – Stiamo lavorando per far in modo che i giovani abbiano sempre più possibilità e opportunità di lavoro e di vita. Far parte dell’esecutivo nazionale è sicuramente una grande responsabilità, oltre che un onore”. Marche presenti a Roma, dunque, insieme a centinaia di giovani impegnati in agricoltura. Un movimento in costante espansione se pensiamo alle 735 domande negli ultimi tre anni del Bando Giovani presentate all’interno del Psr dai ragazzi marchigiani e al crescente numero di imprese under 35 attive in regione: nelle Marche, al terzo trimestre 2018, sono 1.465, il 3,5% in più secondo una rielaborazione Coldiretti Marche su dati della Camera di Commercio. “In questi 5 anni – ha detto la Gardoni a bilancio del suo quinquennio – abbiamo guidato la più grande rivoluzione agricola che il nostro Paese abbia mai conosciuto. Abbiamo costruito ed accompagnato il più consistente fenomeno di ritorno alla terra che ha portato l’Italia ad essere, oggi, il primo paese in Europa per maggior numero di aziende agricole guidate dagli under 35. Per rendere ciò possibile, abbiamo investito sugli strumenti economici, dalla decontribuzione per i primi 5 anni di attività al recupero di terreni dismessi, sulla formazione necessaria per accompagnare la complessità della figura dell’agricoltore contemporaneo, sul cambiamento culturale che ci ha portato a rappresentare oggi il mestiere che maggiormente affascina le nuove generazioni. Il lavoro svolto fino a qui non è un punto di arrivo, ma uno stimolo di rinnovato impegno per la nuova squadra che guiderà i giovani di Coldiretti per i prossimi cinque anni e che sono sicura saprà accrescere il valore e il ruolo che i giovani agricoltori rappresentano dentro Coldiretti e nella società”.