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“VENDIAMO IL PATRIMONIO COMUNALE…. PER FARE COSA”

Questi appaiono tempi difficili e molti comuni, tra i quali Fermo, fanno cassa “vendendo” beni apparentemente non indispensabili del loro patrimonio.

Il discrimine è tra immettere sul mercato delle proprietà per investire nel futuro dei giovani, delle persone svantaggiate, nelle infrastrutture, o disperdere il frutto delle privatizzazioni in mille rivoli senza resa.

A Fermo fino ad ora pare prevalere la seconda ipotesi, fatta eccezione per alcuni interventi nel centro storico e presso l’area della ex Conceria, ma sarebbe l’ora di mettere in cantiere una ordinata dismissione del restante patrimonio pubblico, ancora rilevante, per varare un vero piano di housing sociale in grado di mitigare l’emergenza locazioni, provvedere alla messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale e dedicare risorse alla pianta organica in sofferenza da anni.

Come? Nominando un commissario ad acta per la vendita degli immobili e dei terreni ancora nella proprietà del comune, valorizzando in particolare per quanto possibile dopo le operazioni che ne hanno svilito il valore nella sua complessità, l’importante asset consistente in Rocca Monte Varmine. Un gioiello al quale non sono mai state date le dovute attenzioni, né si è mai percepito l’enorme potenziale dal punto di vista turistico ricettivo.

Oggi, come ieri, è evidente la difficoltà per l’Ente pubblico di valorizzare a dovere le sue proprietà o di gestirle al meglio, prova nei sia la vicenda della vecchia azienda agraria del comune ceduta molti anni addietro, perché secondo la vulgata corrente era “improduttiva “.

Ecco allora di non disperdere le ultime risorse rimaste, dopo l’addio a Solgas, la difficoltà a fare ricavi con la discarica, che negli anni ottanta cubava un miliardo di vecchie lire ed oggi ha impegni correnti per la realizzazione del biodigestore, sulla resa del quale è lecito porsi degli interrogativi, fare cassa con case e terreni per scopi sociali certi e verificabili.

In primo luogo nuove abitazioni da locare a canone concordato con i nuovi vantaggi previsti dalla legge di bilancio, sistemare il più in fretta possibile il degrado “immorale” delle strade della frazione Gabbiano, più il resto della rete in condizioni pessime e realizzare nuove aree di parcheggio al servizio del centro storico nell’ambito di un progetto serio e condiviso di rilancio, affidato a professionisti……. di provata esperienza.

Basta con i contributi a pioggia, le continue spese per improbabili piste ciclabili, contributi ai centri sociali senza un progetto credibile di spesa, basta con le spese per eventi privi di riscontri economici, basta con l’utilizzo di Piazza del popolo per la pista di ghiaccio, più rispetto per la città e i suoi abitanti.

Occorre invertire la rotta, dalla spesa alla resa! Senza resa non vi può essere nella maggior parte dei casi spesa, a pesare sempre sulle tasche dei cittadini, come nel caso dell’ultimo, “furtivo” aumento dell’IMU!

renzo paccapelo Confabitare Fermo