Politica

CONCESSIONI BALNEARI: L’AMMINISTRAZIONE BERDINI TRA ISOLAMENTO E ASSENZA DI UNA LINEA CHIARA

Le recenti dichiarazioni del sindaco Berdini sulle concessioni balneari fanno emergere un problema politico che non
può essere ignorato: Pedaso oggi appare più isolata proprio nel momento in cui avrebbe maggiore bisogno di
relazioni, confronto e capacità di iniziativa.
Apprendiamo che il Sindaco, per confrontarsi sulla questione, si è rivolto al Comune di San Benedetto del Tronto.
Nulla contro San Benedetto, naturalmente. Ma possibile che per trovare interlocutori Pedaso debba guardare fuori
provincia?
Prima ci sono Campofilone e Altidona, i nostri Comuni confinanti. Poi Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio:
amministrazioni del nostro territorio che, pur con situazioni differenti, affrontano la stessa complessa partita delle
concessioni demaniali.
Eppure, dalle parole del Sindaco non emerge un coordinamento con queste realtà.
Il problema, quindi, non è aver cercato un confronto con San Benedetto. Il problema è chiedersi perché quel
confronto territoriale, a partire dai Comuni che abbiamo a pochi chilometri da casa, non emerga.
In campagna elettorale qualcuno aveva forse sottovalutato il valore delle relazioni politico-istituzionali costruite negli
anni. Oggi si comprende quanto quelle relazioni possano contare.
Perché le relazioni istituzionali funzionano così: quando ne hai bisogno, è già troppo tardi per cominciare a
costruirle.
Un piccolo Comune come Pedaso non può permettersi di rimanere isolato. Deve mantenere rapporti con il territorio,
costruire posizioni comuni e, quando necessario, avere anche la capacità di convocare gli altri attorno a un tavolo.
C’è poi il continuo riferimento alla Regione.
Un supporto regionale può certamente essere utile. Ma non può diventare il presupposto necessario perché il
Comune decida come muoversi.
Prima il commissariamento, oggi la Regione: non vorremmo che, di problema in problema, si continuasse a
guardare soprattutto fuori dal Comune per individuare responsabilità o attendere soluzioni.
Chi amministra deve innanzitutto studiare, decidere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
E proprio sulle concessioni oggi esiste un elemento nuovo che merita di essere approfondito.
La recente sentenza n. 6835/2026 del Consiglio di Stato distingue le semplici proroghe automatiche dalle situazioni
nelle quali l’estensione è stata preceduta da un effettivo procedimento amministrativo aperto alla possibilità di
domande concorrenti.
Pedaso nel 2020 avviò un procedimento di questo tipo.
Il Comune pubblicò all’Albo pretorio un avviso ad opponendum per venti giorni e non pervennero istanze o
opposizioni concorrenti. Gli stessi atti comunali arrivarono a precisare che l’istruttoria svolta non corrispondeva a
un’applicazione automatica dell’estensione, richiamando i principi di concorrenza, confronto competitivo ed evidenza
pubblica.
Quel percorso volli seguirlo personalmente, attraverso il confronto costante con i concessionari e le associazioni di
categoria, il lavoro in sinergia con gli uffici e soprattutto mettendo a frutto una rete di relazioni politico-istituzionali
costruita negli anni.
Oggi, però, quegli atti sono patrimonio del Comune. Non appartengono alla precedente Amministrazione, né alla
maggioranza o all’opposizione: appartengono a Pedaso.