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Milan Fashion Week: gli “alligatori” di PETA chiedono la fine dell’uso delle pelli di animali selvatici

Milano – Poco fa, nella giornata di apertura della Milan Fashion Week, i sostenitori di PETA  in versione “alligatori” hanno rubato la scena in Piazza Duomo per chiedere ai brand di cessare l’uso di pelli di animali selvatici. Vestiti con body metallizzati, maschere e tacchi alti, i difensori degli animali avevano le mani “insanguinate” e reggevano cartelli a forma di borsa con le scritte “Torturati e mutilati borse e scarpe” e “Wild-animal skins are bloody cruel” (Le pelli di animali selvatici sono crudeli e macchiate di sangue) per richiamare l’attenzione del pubblico e dei brand sui milioni di serpenti, lucertole, alligatori, coccodrilli, struzzi e altri animali selvatici che ogni anno vengono uccisi in modo violento per realizzare borse e accessori.

 

 

Le foto dell’evento sono disponibili qui. Un video è disponibile qui.

 

«Ogni borsa in pelle di coccodrillo e ogni cintura in pelle di pitone presentata alla Milan Fashion Week sono state un tempo intrise del sangue di animali terrorizzati che non volevano morire», afferma Patrizia Re, consulente aziendale senior della PETA. «PETA invita i marchi che sfilano alla Settimana della Moda di Milano a unirsi al numero crescente di stilisti e alle fashion week in tutto il mondo che hanno preso le distanze dalle pelli di animali selvatici eliminando da subito questi prodotti della violenza dalle collezioni e dalle passerelle».

 

Le indagini condotte da affiliati PETA hanno rivelato che i lavoratori dell’industria delle pelli di animali selvatici gonfiano i serpenti vivi, li colpiscono alla testa con martelli e li tagliano con rasoi; incidono il collo ai coccodrilli e infilano barre di metallo nelle loro teste; decapitano lucertole ancora coscienti con i machete; e stordiscono elettricamente gli struzzi prima di tagliar loro la gola sotto gli occhi dei loro simili terrorizzati. Le settimane della moda di Londra, Copenaghen, Melbourne, Stoccolma e Amsterdam hanno già bandito le pelli di animali selvatici dalle loro passerelle, e stilisti di spicco come Chanel e Burberry hanno escluso le pelli di animali selvatici dalle loro collezioni.

 

Lo scorso maggio, a seguito delle pressioni esercitate da PETA e dagli animalisti di tutto il mondo, Camera Nazionale della Moda Italiana ha introdotto linee guida volontarie sull’uso della pelliccia per le sfilate, invitando i marchi che partecipano alla Milan Fashion Week a non portare pellicce animali sulle passerelle. Tuttavia non è riuscita a istituire un vero e proprio divieto e ha assicurato alle case di moda che non ci saranno sanzioni per chi sceglierà di portare le pellicce in passerella.

 

La PETA – il cui motto recita, in parte, che “gli animali non sono nostri per essere indossati” – sottolinea che, quando si tratta della capacità di provare dolore, fame e paura, un alligatore è come un cane, come un bambino. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito PETA.org.uk o seguire PETA su X, TikTok, Facebook, or Instagram.