DALL’ONGARO SULLA SUA NOMINA AL R.O.F. : ”ORGOGLIO INFINITO”
di Giorgio Girelli*
Conclusa la XLVII edizione del Rossini Opera
Festival. Inaugurato con un nuovo allestimento di Le
Siège de Corinthe, diretto da Carlo Rizzi e messo in
scena da Davide Livermore, due sono state le
riprese di spettacoli-simbolo della storia del
Festival: L’occasione fa il ladro, unica ma
indimenticabile presenza al ROF di Jean-Pierre
Ponnelle, uno dei maestri della regia lirica del
Novecento, diretta da Alessandro Bonato; La scala di
seta, messa in scena da Damiano Michieletto – uno
dei più significativi registi contemporanei che proprio a
Pesaro si è rivelato avviando la propria ascesa
internazionale – e diretta da Iván López-Reynoso. Ed
è terminato inoltre il debutto del suo nuovo presidente,
il maestro Michele Dall’Ongaro. Accanto dunque ai
positivi risultati conseguiti anche quest’anno dal
sovrintendente Palacio, dal direttore artistico Florez e
dal direttore generale Della Chiara insieme ai
lorovalidi collaboratori, si affianca il felice esito
dell’opera del celebre nuovo arrivato. Confermando
così il lusinghiero giudizio espresso dal sindaco
Biancani quando nel dicembre dello scorso anno firmò la
sua nomina: «L’ho scelto perché è una figura d’eccellenza,
con una lunga e prestigiosa carriera”. E Dall’ongaro di
rimando commentò: «Orgoglio infinito. Frequento il Rossini
Opera Festival dai tempi di Zedda, Mariotti, e me ne sono
occupato in Rai. È uno dei Festival più richiesti all’estero,
una manifestazione che riempie di gioia chi si occupa di
musica, e una città intera che ospita il mondo di Rossini, un
grande Genio». Compositore, pianista, docente e manager
culturale, Dall’Ongaro è stato presidente e sovrintendente
dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una delle più
rinomate istituzioni musicali al mondo, dal 2015 al febbraio
2025, succedendo a Bruno Cagli. Qui ha operato insieme a
Gianni Letta, vice presidente, che poi ha incontrato di nuovo
a Pesaro dove Letta ricopre la carica di presidente della
Fondazione Rossini. Il suo percorso di musicista di fama
prende avvio con i diplomi conseguiti al conservatorio
“Santa Cecilia” (Roma) in composizione, musica elettronica,
musica corale e direzione di coro, teoria e tecnica del canto
popolare, per poi perfezionarsi sotto la guida di Aldo
Clementi e Franco Ferrara. Ha poi insegnato per 21 anni
al conservatorio “Casella” dell’Aquila e al Conservatorio
“Perosi” di Campobasso. Dal 2008 al 2015 ha rivestito il
ruolo di Sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica della Rai di
Torino. Notevole la sua attività compositiva. E di
rilevo la collaborazione con Luciano Berio, Gianni
Rodari, Vittorio Sermonti, Luca Ronconi, Stefano
Benni, Michele Serra, Alessandro Baricco, Ennio
Morricone, Carlo Cecchi. Prolifico l’impegno di
conduttore e autore radiofonico a Radio RAI. Molto
apprezzabili le sue disponibilità e gentilezza nonchè
il suo afflato umano che hanno creato pure a Pesaro
attorno a lui un clima di simpatia, ammirazione e
consenso.
Encomiabile una delle sue prime visite pesaresi: al
conservatorio Rossini, indice di un riguardo e di un’
attenzione verso la famosa Istituzione
rappresentativa di un mondo musicale con cui il
maestro Dall’Ongaro ha avuto prolungata
frequentazione e di cui conosce bene il ruolo
fondamentale (non sempre a tutti evidente) nel
panorama artistico. Nel caso specifico del
conservatorio di Pesaro, poi, oltre ad avere “prodotto”
grandi artisti, era lo stesso Franco Mariotti a dire:
”Senza il conservatorio non avremmo avuto la
Fondazione Rossini e quindi neppure il Rossini Opera
Festival”.
Ma i contatti di Dall’Ongaro con Pesaro non sono
nuovi, sia per la assidua presenza al ROF, sia per la
sua partecipazione al Senato, presente la presidente
Alberti Casellati, alla presentazione della Fondazione
“Cardinale Francesco Maria Del Monte”, promossa
dall’economista pesarese Francesco Del Monte. Nella
circostanza vi furono interventi di Gianni Letta, del
vicesindaco Daniele Vimini e di famosi studiosi. Tra le altre
attività, il cardinale Del Monte fu protettore, a Roma, della
“Congregazione dei musici” che nel 1585 ottenne formale
riconoscimento con la bolla Ratione Congruit di Sisto V,
anch’egli marchigiano. E su questo tema intervenne una
dotta illustrazione di Dall’Ongaro che ricordò come la
“Congregazione” diventò in futuro la Accademia di Santa
Cecilia, di cui proprio Michele Dall’Ongaro, nell’anno del
convegno, era presidente. Su Del Monte dall’Ongaro si è a
lungo brillantemente soffermato evidenziando l’azione
intrapresa dal cardinale per l’allestimento di nuovi organi in
talune chiese e per favorire l’attività artistica dei componenti
della Congregazione di cui era protettore. Altra connessione
con Pesaro riguarda il fratello del cardinale, Guidubaldo Del
Monte, condottiero e scienziato, nato a Pesaro e su cui ha
condotto studi anche il compianto pesarese professor Enrico
Gamba, esperto di storia della scienza. E proprio attraverso
Guidubaldo sorse la amicizia del cardinale Del Monte con
Galileo Galilei. Questi, in difficoltà economiche, fu in due
circostanze, per il tramite di Guidubaldo, aiutato dal cardinale.
Grazie a lui ebbe da Ferdinando I dei Medici la cattedra di
matematica (1589) all’Università di Pisa e, nel 1592,
all’Università di Padova. In occasione dello storico processo
intentato contro il grande personaggio il cardinale prese le
sue difese. Singolare poi l’aneddoto per cui, dopo aver
ricevuto dallo scienziato pisano uno dei primi cannocchiali, il
cardinale Del Monte suggerì a Galilei di provare ad impiegare
in luogo del vetro il “cristallo di montagna”. Cosa che Galileo
fece riscontrandone la validità.
*Presidente Emerito Conservatorio Statale “Rossini”
Nella Foto: Il Maestro Michele Dall’Ongaro ed il Presidente Emerito Giorgio
Girelli