30 agosto, Giornata del Balneare – Il SIB Fipe Confcommercio c’è: remi alzati e fischio per il tributo nazionale in memoria di Fabrizio Valente
In mare, in piedi sul pattino di salvataggio, con il remo alzato mentre si fischia il silenzio. È il saluto del rispetto marinaresco che domenica 30 agosto alle 11 i bagnini porteranno per celebrare la Giornata del Balneare, promossa dal sindacato balneari di Confcommercio per richiamare l’attenzione sul ruolo che la balneazione attrezzata svolge per il turismo, l’economia e la sicurezza delle nostre coste. Ricorrenza che quest’anno assume inevitabilmente un significato diverso e più profondo, data la recente tragedia di Fabrizio Valente, l’assistente bagnanti morto ad Andora mentre cercava di salvare una persona in difficoltà. Un lutto che impone a tutti un momento di riflessione e di riconoscenza verso chi ogni giorno opera per la sicurezza in mare. Per questo motivo anche dalle spiagge marchigiane gli addetti al salvamento parteciperanno al tributo nazionale e al fischio in suo ricordo.
«Tutte le realtà che operano nel salvamento lungo la costa marchigiana – spiega Romano Montagnoli, presidente SIB Fipe Confcommercio Marche – hanno accolto questa iniziativa con profonda partecipazione. Le nostre spiagge possono essere diverse per caratteristiche e morfologia, ma quando si parla di sicurezza esiste un unico spirito che accomuna tutti gli assistenti bagnanti: il senso del dovere, la professionalità e la disponibilità ad aiutare chi si trova in difficoltà. Da parte mia, come presidente dell’associazione, ma prima ancora come uomo di mare, sento il dovere di esprimere la più sincera vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Quando arriva una richiesta di soccorso non esistono valutazioni o convenienze: c’è soltanto qualcuno che ha bisogno di aiuto e qualcuno che decide di intervenire. Fabrizio lo ha fatto fino all’estremo sacrificio».
Lo stesso presidente nazionale del SIB Fipe Confcommercio, Antonio Capacchione, ha definito il gesto di Fabrizio Valente un esempio di eroico altruismo e straordinaria dedizione al dovere.
«Credo che queste parole – prosegue Montagnoli – rappresentino perfettamente ciò che tutti abbiamo provato davanti a questa tragedia. La sicurezza in mare nasce da un lavoro di squadra che vede nella Guardia Costiera e nelle Capitanerie di Porto il principale presidio istituzionale di riferimento, affiancato quotidianamente dagli assistenti bagnanti e dagli operatori balneari. Solo poche settimane fa, nell’ambito dell’operazione Mare e Laghi Sicuri 2026, la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto insieme agli Uffici Marittimi di Porto San Giorgio e Cupra Marittima ha reso noto di aver effettuato circa 1.500 controlli lungo il litorale delle province di Ascoli Piceno e Fermo, con oltre 70 militari impegnati durante il periodo di Ferragosto, sia a terra che in mare. Un lavoro silenzioso ma fondamentale per la tutela della vita umana e della sicurezza delle nostre coste».
«Ogni anno – conclude Montagnoli – vengono aggiornate le ordinanze, migliorata la segnaletica e rafforzati i controlli. Ma tutto questo rischia di non bastare senza la prudenza e la collaborazione dei bagnanti. Rispettare le bandiere, seguire le indicazioni degli assistenti bagnanti e non sottovalutare mai le condizioni del mare significa proteggere sé stessi e rispettare chi ogni giorno è chiamato a intervenire per salvare delle vite. Il modo migliore per ricordare Fabrizio Valente è fare in modo che il suo sacrificio non sia vano. La sicurezza è una responsabilità condivisa e il rispetto delle regole può fare la differenza tra una giornata al mare e una tragedia».