PORTONOVO NON PUÒ ESSERE GOVERNATA SOMMANDO NUOVI CARICHI: SERVE UNA VISIONE UNITARIA PER LA TUTELA DELLA BAIA
Le associazioni ambientaliste esprimono forte preoccupazione per le notizie relative alla riapertura
del campeggio “Il Conero” nell’area del Contadino, a Portonovo, struttura che, secondo quanto
riportato dalla stampa, potrebbe accogliere fino a 516 ospiti, con 104 piazzole e decine di posti auto.
Non intendiamo opporre un rifiuto ideologico alle attività turistiche né negare il loro valore per
l’economia locale. Proprio perché la bellezza e la qualità ambientale costituiscono la principale
risorsa di Portonovo, riteniamo però che ogni scelta capace di aumentare in modo significativo la
pressione antropica debba essere inserita in una pianificazione complessiva, trasparente e fondata su
dati aggiornati.
Continuare a considerare separatamente campeggio, traffico, parcheggi, affollamento delle spiagge,
manifestazioni notturne, erosione costiera e pressione delle imbarcazioni significa sottovalutare il
loro impatto cumulativo sul medesimo ecosistema.
Portonovo non è un contenitore senza limiti. È una baia di eccezionale valore paesaggistico e
naturalistico, compresa nel Parco regionale del Conero e interessata dalle tutele della rete europea
Natura 2000. È, al tempo stesso, un luogo fragile, nel quale nei mesi estivi si concentrano migliaia
di persone e un flusso veicolare che l’attuale sistema di regolazione degli accessi non riesce a
governare efficacemente.
I parcheggi si saturano nelle prime ore del giorno, mentre automobili e motocicli continuano spesso
a scendere anche quando la segnalazione indica l’esaurimento dei posti. Ne conseguono sosta
irregolare, occupazione di aree vegetate, rischi per la sicurezza e un aumento del pericolo di
incendio.
L’annunciata riapertura del campeggio non può dunque essere valutata soltanto in base alla
conformità formale della singola struttura. Occorre chiedersi quale sia oggi la capacità di carico
effettiva dell’intera baia e se Portonovo possa sostenere ulteriori presenze, nuovi veicoli e nuove
esigenze di servizio senza compromettere habitat, specie, paesaggio, mobilità e sicurezza.
Particolarmente serio è il tema della prevenzione e della gestione delle emergenze. In un’area
servita da un’unica strada, circondata da vegetazione e affollata nei periodi di massimo rischio
incendi, è indispensabile conoscere quali scenari siano stati considerati, quali vie e tempi di
evacuazione siano concretamente praticabili e come possano essere messe in sicurezza le migliaia
di persone presenti contemporaneamente nella baia.
Non è sufficiente confidare che l’emergenza non si verifichi: occorrono un piano adeguato,
procedure verificabili e una rigorosa disciplina degli accessi.
La vicenda presenta inoltre profili giuridico-amministrativi che le associazioni intendono
approfondire mediante l’acquisizione integrale degli atti.
Secondo le notizie pubblicate, il procedimento si sarebbe concluso con un Provvedimento
autorizzatorio unico regionale comprendente una VIA postuma, la Valutazione di incidenza e i
necessari titoli autorizzativi.
Sarà necessario verificare, tra l’altro, la completezza e l’attualità del quadro istruttorio; l’esatta
estensione e consistenza delle opere e delle superfici considerate; la valutazione delle possibili
alternative; l’effettiva considerazione degli impatti diretti, indiretti e cumulativi; l’adeguatezza delle
misure di mitigazione e delle prescrizioni; la compatibilità dell’intervento con il Piano e il
Regolamento del Parco, con la disciplina paesaggistica e con gli obiettivi di conservazione dei siti
Natura 2000.
La tutela europea richiede infatti che i progetti suscettibili di incidere significativamente su un sito
Natura 2000 siano valutati non soltanto isolatamente, ma anche congiuntamente agli altri piani e
progetti che gravano sulla stessa area. Per Portonovo questo significa considerare in modo unitario
almeno la pressione turistica e veicolare, i parcheggi, gli eventi, gli interventi sulla costa, la
fruizione degli arenili e la pressione nautica. Una valutazione frammentata rischierebbe di non
rappresentare la reale trasformazione dell’equilibrio ambientale della baia.
Le associazioni chiedono pertanto al Comune di Ancona, alla Provincia di Ancona, alla Regione
Marche e all’Ente Parco del Conero:
1. la pubblicazione e la piena accessibilità di tutti gli atti del procedimento, compresi gli
elaborati progettuali, il PAUR, la VIA postuma, la Valutazione di incidenza, il permesso di
costruire, i pareri, le prescrizioni e i contributi tecnici, con particolare attenzione alle
eventuali valutazioni non coincidenti emerse durante l’istruttoria;
2. l’apertura immediata di un tavolo pubblico e permanente sulla gestione di Portonovo, con
il coinvolgimento delle associazioni, dei residenti, degli operatori economici e delle
competenze scientifiche necessarie;
3. la redazione, prima dell’attivazione di nuovi carichi, di uno studio aggiornato sulla
capacità di carico ambientale e infrastrutturale della baia, comprensivo degli effetti
cumulativi e degli scenari di massimo affollamento;
4. l’adozione di un piano efficace per la mobilità, la regolazione degli accessi, la prevenzione
degli incendi e l’evacuazione, fondato su limiti realmente controllati, parcheggi scambiatori
e un trasporto pubblico adeguato;
5. che l’aggiornamento del Piano di gestione dei siti Natura 2000 diventi l’occasione per
introdurre obiettivi, limiti, indicatori e misure di conservazione concretamente applicabili e
verificabili.
Chiediamo alle istituzioni di abbandonare ogni approccio emergenziale e di compiere una scelta di
responsabilità: prima di aggiungere ulteriori presenze occorre dimostrare, sulla base di dati e
valutazioni rigorose, che la baia possa sostenerle.
Qualora dall’esame degli atti emergessero carenze istruttorie o violazioni della normativa
ambientale, paesaggistica, urbanistica o di sicurezza, le associazioni valuteranno ogni iniziativa
consentita dall’ordinamento nelle competenti sedi amministrative, giurisdizionali ed europee.
Difendere Portonovo non significa impedirne la fruizione. Significa garantire che possa continuare
a essere vissuta senza consumare il patrimonio naturale dal quale dipendono la sua identità, la sua
attrattività e il suo futuro.
Il turismo è davvero sostenibile soltanto quando non distrugge la risorsa che lo rende possibile.
Gilberto Stacchiotti, rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Parco del Conero
WWF Marche
Legambiente – Circolo “Il Pungitopo”
ENPA
Comitato Mezzavalle Libera
Portonovo per Tutti
Italia Nostra Ancona
CAI – Sezione di Ancona