……..la fine della pazienza, ma anche delle residue speranze?
Lido tre Archi non smette mai di stupire, per il fuoco che cova sotto la cenere, per l’annuncio dei problemi risolti, ma mai veramente risolti, per le tante azioni efficaci delle forze dell’ordine, annullate in un battibaleno dal ventre molle del quartiere.
Basterebbero i titoli della stampa odierna per costringere le nostre esauste istituzioni ad occuparsi “seriamente” del quartiere, ma anche dell’intera costa fermana……dal Bronx di comunale definizione a “Lido tre Archi è il Far West”.
A chi non verrebbe da chiedere, dopo tutte le promesse, i protocolli, le infinite riunioni inconcludenti, “avete fallito su tutta la linea” sarebbero giuste e doverose le dimissioni!
I nomadi nonostante le ordinanze e le promesse del fresco sindaco sono ancora nel quartiere, la rivalità latente tra etnie non è mai sopita nonostante i proclami e gli investimenti sulle coop per l’integrazione, lo spaccio è più fiorente che mai, le occupazioni non sono state debellate del tutto, nonostante le norme sempre più stringenti, ora un nuovo fenomeno è alla vista, le potenziali infiltrazioni malavitose all’interno delle amministrazioni condominiali, che in questo modo monopolizzerebbero la gestione degli immobili…….
Nulla abbiamo saputo dei risultati delle verifiche sugli occupanti degli immobili, se sono rispettate le norme sanitarie, se le detenzioni domiciliari rispettano i dettami della legge…………
Il degrado delle infrastrutture fatiscenti o inesistenti, come l’assenza del marciapiede di via Nenni, lo sversamento costante dell’immondizia da parte di cittadini e aziende provenienti da fuori Tre Archi….. e le costose telecamere a cosa servono, dove volgono lo sguardo?
Critiche severe sono state sollevate nei confronti della Polizia locale, scarsa nell’organico e ancora più scarsa nella formazione, ma il vero nodo è il rifiuto delle istituzioni di portare a fermo e quindi a Tre Archi il Programma Strade Sicure con l’Esercito come già avvenuto in altre provincie italiane e qui conta solo e soltanto la volontà del Prefetto il quale pensa siano ancora possibili rimedi ordinari.
Se si pensa solo e soltanto in termini di organici, di pattuglie o pattuglioni non si è capito o non si vuol capire per pavidità che senza un presidio fisso, la situazione è destinata a sfuggire di mano, ed allora tenere chiuso il camper della Polizia o dei Carabinieri in garage a poco serve.
Dopo l’indignazione per quanto accaduto e per quanto potrà accadere non resta che confidare in un interessamento del Ministro dell’Interno, per una provincia purtroppo mal rappresentata politicamente e poco efficace nel rapporto istituzionale.
Renzo Paccapelo Confabitare Fermo