Vendemmia 2026, Coldiretti Marche: “Settore da riprogettare con meno produzione e maggiore qualità”
Proprio giacenze e surplus produttivo sono le preoccupazioni maggiori. Al netto dell’afa e degli eventi meteo violenti – con le grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo compromettendo la produzione anche fino al 90% in alcune aziende – si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno (di 870mila ettolitri, dati Ismea). Ma quanto vino c’è in giacenza? Altrettanto secondo Coldiretti e questo potrebbe portare a un crollo dei prezzi tant’è che nei giorni scorsi l’Imt ha provveduto a una serie di provvedimenti per tutelare il prezioso Verdicchio dei Castelli di Jesi. In pratica le eccedenze produttive della campagna vendemmiale 2026 sopra i 100 quintali a ettaro non potranno essere certificate doc fino a giugno 2027. Oppure potranno essere commercializzate (previa richiesta all’organo di controllo) come Esino Doc, Marche Igt o vino senza denominazione. Il tutto per evitare un eccesso di offerta sul mercato e conservare valore economico e immagine della Doc sul mercato.
“Un mercato che ha bisogno di qualità – dicono da Coldiretti Marche – e per questo chiediamo alla Regione di valutare un abbassamento delle rese produttive e interventi di distillazione per ridurre le giacenze e riequilibrare il mercato. Avere una mappatura reale del settore consentirà anche di valutare sospensioni per le autorizzazioni a nuovi impianti, prevedendo però specifiche deroghe per quelle imprese che per caratteristiche produttive e commerciali non contribuiscono all’aumento delle giacenze e agli squilibri di mercato”. Nelle Marche si contano circa 18mila ettari di vigne, di cui 12mila destinati alle produzioni di qualità doc, docg e igt. Anche se i consumi interni sono leggermente aumentati (da 55% a 56% della popolazione marchigiana ma in favore di un consumo più sporadico per oltre un terzo dei consumatori) sono diminuiti quelli nazionali ed esteri, soprattutto tra i giovani.