Economia

Milano, 23 giugno 2026- Intesa Sanpaolo ha collocato con successo ieri sul mercato statunitense un’emissione multi-tranche destinata a investitori istituzionali come di seguito dettagliato:

Senior Non Preferred per 1,5 miliardi di dollari a tasso fisso emesso ad un livello pari
a US Treasury + 80 punti base. Nel dettaglio si tratta di un titolo a 4 anni con facoltà
di rimborso anticipato esercitabile dall’emittente dopo 3 anni ovvero il 29 giugno 2029
(“Call Date”). A partire dal 29 giugno 2026 (“Data di Valuta”) le obbligazioni
maturano interessi a tasso fisso annuale pari al 5,000% corrisposti in cedole semestrali
il 29 giugno e il 29 dicembre di ogni anno a partire dal 29 dicembre 2026 fino al 29
giugno 2029.
– Senior Non Preferred per 1 miliardo di dollari a tasso fisso emesso ad un livello pari a
US Treasury + 95 punti base. Nel dettaglio si tratta di un titolo a 6 anni con facoltà di
rimborso anticipato esercitabile dall’emittente dopo 5 anni ovvero il 29 giugno 2031
(“Call Date”). A partire dal 29 giugno 2026 (“Data di Valuta”) le obbligazioni
maturano interessi a tasso fisso annuale pari al 5,200% corrisposti in cedole semestrali
il 29 giugno e il 29 dicembre di ogni anno a partire dal 29 dicembre 2026 fino al 29
giugno 2031.
– T2 per 1 miliardo di dollari a tasso fisso emesso ad un livello pari a US Treasury + 150
punti base. Nel dettaglio si tratta di un titolo a 11 anni con facoltà di rimborso anticipato
esercitabile dall’emittente dopo 10 anni ovvero il 29 giugno 2036 (“Call Date”) A
partire dal 29 giugno 2026 (“Data di Valuta”) le obbligazioni maturano interessi a tasso
fisso annuale pari al 6,005% corrisposti in cedole semestrali il 29 giugno e il 29
dicembre di ogni anno a partire dal 29 dicembre 2026 fino al 29 giugno 2036.
L’emissione ha registrato un’immediata e forte risposta da parte del mercato, superando i 10,5
miliardi di dollari di domanda a sole 2 ore e mezza dall’annuncio. Il libro ordini ha raggiunto
un picco di circa 20 miliardi di dollari chiudendo a circa 14,5 miliardi dopo la conferma dello
spread finale.
La solidità della domanda ha consentito un significativo restringimento degli spread rispetto
alle indicazioni iniziali (IPTs), con una compressione di 30 punti base sul segmento Senior
Non Preferred e di 35 punti base sul Tier 2. L’emissione, destinata principalmente al mercato
statunitense, ha visto una forte partecipazione di Asset Managers.
Nicoletta Bertolini, Responsabile Funding di Intesa Sanpaolo ha dichiarato:
“L’operazione rappresenta un risultato di particolare rilevanza per Intesa Sanpaolo.
Conferma la solidità del nostro nome come emittente sul mercato americano avendo
dimostrato, anche a distanza di tre anni dall’ultima emissione, la capacità di attrarre una
domanda estremamente profonda e diversificata da parte degli investitori istituzionali.
La transazione si colloca tra i principali benchmark di riferimento non solo per il mercato
italiano, ma anche nel più ampio contesto europeo e si distingue per l’elevata qualità della
domanda, il significativo supporto degli investitori Real Money e la capacità di conseguire
un rilevante restringimento rispetto alle guidance iniziali, tra i maggiori movimenti osservati
da inizio d’anno. Nel complesso l’esecuzione ha evidenziato il forte apprezzamento del
modello di business da parte degli investitori USA, elemento di assoluto rilievo nell’attuale
contesto”.

L’allocazione del libro ordini è stata così suddivisa:
-per la tranche SNP 4NC3: 69% di Asset Managers, 12% di Istituzioni ufficiali, 9% di Hedge
Funds, 9% di Assicurazioni e Fondi Pensione, e 1% altro. La distribuzione geografica
evidenzia l’80% da USA, il 16% dal Regno Unito, il 2% dal Canada e 2% da EMEA.
– per la tranche SNP 6NC5: 64% di Asset Managers, 16% di Istituzioni ufficiali, 16% di
Hedge Funds, 3% di Assicurazioni e Fondi Pensione, e 1% altro. La distribuzione geografica
evidenzia l’87% da USA, il 6% da EMEA, il 4% dal Regno Unito e il 3% dal Canada.
– per la tranche T2 11NC10: 69% di Asset Managers, 16% di Hedge Funds, 8% di Istituzioni
ufficiali, 4% di Assicurazioni e Fondi Pensione, 2% Banche e Private Banks e 1% altro. La
distribuzione geografica evidenzia il 90% da USA, il 6% da EMEA, il 3% dal Regno Unito e
l’1% altro.
Le Banche che hanno partecipato al collocamento sono state, oltre alla Divisione IMI CIB di
Intesa Sanpaolo, Barclays, BNP Paribas, HSBC, J.P. Morgan, Mizuho, Morgan Stanley, TD
Securities e Wells Fargo.