Macerata Green: il verde come infrastruttura
A partire da fine 2021, la Città di Macerata ha potenziato l’approccio strategico nella gestione del verde pubblico così da avere una visione più razionale del ruolo che può avere per l’ambiente urbano e per la collettività.
Abbiamo pertanto avviato una campagna di censimento degli alberi, secondo le linee guida delineate dalla recente normativa, per pianificare e programmare i processi di manutenzione, progettazione e conservazione del patrimonio arboreo, nonché di stima degli investimenti economici necessari.
Questo strumento di governo arboreo è indispensabile per avere una gestione urbana che risponde correttamente alle esigenze di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Pertanto, la possibilità di poter disporre di una banca dati dettagliata del patrimonio delle aree verdi, ma soprattutto il fatto di poter gestire i dati raccolti in modo rapido e funzionale, consente di avere sotto mano lo stato dell’arte del patrimonio arboreo nonché di rendere più sicure le aree pubbliche in funzione della loro frequenza d’uso. Tutto questo darà vita a una vera e propria politica di razionale e oculata amministrazione delle risorse pubbliche.
Nel primo mandato abbiamo investito significativamente nel verde: con il progetto Go Green PNRR abbiamo intercettato 1,7 milioni utilizzati ai Giardini Diaz, Fontescodella, giardini Micheletti e Sasso d’Italia; nei due boschi urbani di Rotacupa e Sasso d’Italia siamo arrivati ad avere 7.000 alberi su 6 ettari; abbiamo riqualificato i parchi di quartiere e abbiamo avviato il censimento informatizzato delle alberature. Ora il salto: fare del verde una vera infrastruttura di città.
Oltre ai grandi progetti, il mandato ha visto un lavoro capillare e quotidiano sulla cura del verde: la riqualificazione del laghetto dei Giardini Diaz con miglioramento del ricircolo e della pulizia, il parco inclusivo di Villa Cozza con il cofinanziamento Rainbow, la riqualificazione del bosco urbano di Collevario, la creazione dell’area verde attrezzata di via Palatucci con sentieristica e giochi inclusivi, il rifacimento della sentieristica del parco di via Metauro, la formazione di aiuole fiorite in via Pantaleoni e un piano sistematico di potature in quota (pini d’Aleppo e platani in viale Puccinotti, tigli in viale Carradori e via Santa Lucia, pini in via San Francesco e via Mattei, lecci in piazzale Li Madou) e di piantagioni compensative per la lotta obbligatoria al tarlo asiatico.
Adotteremo il Piano del Verde come strumento urbanistico dedicato che programmi le connessioni tra verde urbano, periurbano ed extraurbano e definisca obiettivi di copertura arborea per quartiere. Proseguiremo le piantumazioni con l’obiettivo di piantare almeno altri 10.000 nuovi alberi nel mandato, privilegiando specie autoctone resistenti alla siccità. Incentiveremo la realizzazione di tetti verdi e pareti vegetali sugli edifici, con agevolazioni edilizie per chi li adotta.
Un altro capitolo riguarda la serra di Fontescodella e gli orti comunali: veri e propri laboratori aperti alla città. La serra didattica di Fontescodella, già realizzata nel mandato, e gli orti comunali saranno potenziati come spazi aperti alla comunità: non solo coltivazione, ma laboratori pratici, con attività per le scuole, corsi di giardinaggio e di autoproduzione alimentare, con strumenti e attrezzature per il fai-da-te messi a disposizione dei cittadini. Un luogo dove imparare a coltivare, riparare, costruire: un’alternativa concreta al consumo, aperta a tutte le età.
Sandro Parcaroli
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