CONFIDICOOP MARCHE: NUOVA GOVERNANCE E CONFIDI “DI SISTEMA” PER GUIDARE SVILUPPO E TRANSIZIONI
Ancona, 30 aprile 2026 – “Confidicoop Marche tra passato e sfide per il futuro” è il filo conduttore
emerso dall’assemblea generale dei soci che ha rinnovato oggi la governance del Confidi
regionale, eleggendo il nuovo Consiglio di Amministrazione e nominando per la prima volta una
donna alla presidenza: Francesca Capecci, la più giovane presidente tra i Confidi vigilati.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Confidicoop Marche, espressione delle principali
associazioni di categoria regionali (Legacoop, Confcooperative, AGC, Copagri, CIA,
Confagricoltura, Confindustria Ancona), conferma il ruolo del Confidi come soggetto di sistema al
servizio dell’economia marchigiana. Alla presidenza è stata nominata Francesca Capecci,
affiancata dal vicepresidente Massimo Sandroni. Completano il CdA i consiglieri Gabriele Gentili
(referente interno per le funzioni esternalizzate), Matteo Pascucci (antiriciclaggio), Simone
Cecchettini (rapporti con le associazioni), Fabio Agabiti Rosei, Alessandro Abbondanzieri,
Andrea Crocenzi e Fabio Rocchetti. Per il Collegio Sindacale sono stati confermati il Presidente
Sandro Biondini, il membro effettivo Antonio Gitto, ai quale si aggiunge la dott.ssa Maria Cristina
Solfizi.
All’assemblea sono intervenuti l’assessora regionale al bilancio Francesca Pantaloni, il presidente
Camillo Catana dell’Ordine dei Commercialisti di Ancona, il consigliere Luca Papa dell’Ordine dei
Consulenti del Lavoro e si sono collegati da remoto l’on Lucia Albano, Sottosegretario di stato al
Ministero dell’economia e delle finanze, l’assessore alle attività produttive della Regione Marche
Giacomo Bugaro. Hanno dato anche un importante contributo rappresentanti delle banche, delle
associazioni di categoria a testimonianza che esiste una visione comune di continuità nel
mutamento.
«Assumere la guida di Confidicoop Marche, in un momento così complesso, è per la nostra
squadra un onore e una grande responsabilità – afferma Francesca Capecci –. La nostra
ambizione è chiara: non siamo solo un soggetto che facilita l’accesso al credito, ma un vero attore
di sistema, motore dello sviluppo regionale. Vogliamo essere un ponte tra imprese, banche,
istituzioni e professioni, portando ai tavoli di programmazione non solo i numeri ma anche le
fragilità e le energie latenti del tessuto produttivo marchigiano. Lavoreremo per semplificare e
digitalizzare i processi, rafforzare la consulenza alle PMI, dare priorità a giovani, donne e aree
interne e rendere davvero accessibili le transizioni verde e digitale».
Il contesto macro resta sfidante: post‑pandemia, guerre e tensioni geopolitiche frenano la crescita
con tassi e inflazione in risalita, energia e materie prime costose, ritorno di dazi. Ne deriva un
mercato più rischioso e instabile, con meno liquidità e maggiori difficoltà di accesso al credito, che
colpiscono in particolare – nelle Marche – meccanica, moda e agroalimentare.
«In questo scenario – sottolinea la direttrice generale Confidicoop Emanuela D’Angelo – le
imprese devono anticipare le scelte: rafforzare la liquidità, diversificare le fonti di finanziamento,
investire in efficienza energetica, digitalizzazione e nuovi mercati. Il Confidi rivendica il proprio
ruolo di “compagno di strada
” delle PMI in sinergia con Regione Marche, sistema bancario e Istituzioni locali: facilitare l’accesso
al credito, sostenerle nei momenti difficili e contribuire a rafforzarne la stabilità finanziaria».
Sul piano industriale, Confidicoop si presenta con numeri in crescita: garanzie erogate su
finanziamenti bancari deliberati che superano in media le 1.000 all’anno. Nel solo 2025 le garanzie
concesse hanno raggiunto 57,07 milioni di euro, concentrate su industria (28,40 milioni, 50%),
servizi inclusa la cooperazione sociale (14,87 milioni, 26%), commercio (7,38 milioni, 13%),
agricoltura (3,96 milioni, 7%) e trasporti (2,47 milioni, 4%). L’80% dei flussi è rimasto nelle Marche
(45,50 milioni), con una distribuzione capillare su tutte le province; il restante 20% si è distribuito
tra Umbria, Abruzzo, Lombardia, Emilia‑Romagna, Lazio e altre regioni.
A questi dati si affianca il ruolo di Confidicoop nella gestione dei fondi POR FESR Marche
2021–2027 (anni 2024–2025): 478 interventi attivati, oltre 50,8 milioni di euro di finanziamenti
erogati dalle banche, circa 39,9 milioni di garanzie rilasciate e oltre 21,8 milioni di garanzie residue
al 31 marzo 2026, con 15,7 milioni di riassicurazioni. In parallelo, il Confidi ha sviluppato nuove
linee di attività (finanziamenti diretti avviati in emergenza Covid, consulenza finanziaria
ESG‑oriented, gestione “su misura” della finanza agevolata) e ha contribuito, in RTI con Uni.Co e
BNL, a rendere rotativi gli strumenti regionali di abbattimento interessi e garanzie.
«Il nostro Piano triennale 2026–2028 – spiega D’Angelo – è improntato a prudenza e sostenibilità
e prevede una fase di consolidamento dell’attività di garanzia nelle Marche e di rafforzamento nelle
regioni limitrofe (Umbria, Romagna, Abruzzo), in continuità il 2025».
Guardando avanti, la direttrice conferma la partenza, da gennaio 2026, di una sottosezione
speciale regionale del Fondo di Garanzia (dotazione iniziale 7 milioni di euro, di cui 4,5 per
investimenti e il resto per liquidità, con un residuo al 31 marzo 2026 di circa 6,5 milioni) e dei
finanziamenti BEI erogati tramite le BCC del gruppo Iccrea, che consentono l’accesso a tassi
agevolati ai finanziamenti assistiti da garanzia Confidi, in un contesto di prevedibile rialzo dei tassi.
Su questo sfondo, la ZES viene letta come un’occasione per attrarre investimenti e rilanciare filiere
in crisi. «Questo strumento – sottolinea il vicepresidente Massimo Sandroni –può attrarre
investimenti e rilanciare le filiere più colpite ma senza un sistema del credito rapido e competente
rischia di non avere quell’effetto moltiplicatore tanto atteso. Confidicoop vuole essere uno dei
motori finanziari di questo processo: accompagnare le imprese nella lettura e nell’utilizzo degli
strumenti disponibili e offrire alle banche un interlocutore solido, radicato nei territori e vicino alle
storie reali degli imprenditori».
Conclude la presidente: «Vogliamo che Confidicoop sia uno strumento capace di mettere a terra le
opportunità trasformando le risorse disponibili in progetti concreti per le imprese e per i territori. Se
sapremo fare bene questo lavoro di ponte – conclude la neopresidente – Confidicoop sarà
percepita non solo come un facilitatore del credito, ma come una vera infrastruttura strategica: un
soggetto di sistema in grado di ridare dinamismo a territori che hanno nella cooperazione, nella
sostenibilità e nell’inclusione il proprio DNA».