Macerata

Più telecamere e più controlli: la sicurezza è ora maggiore qualità dello spazio pubblico

Prevenzione, controllo e investigazione: sono i tre punti messi in atto dal Comune di Macerata negli ultimi anni e che hanno permesso di cambiare passo sul tema della sicurezza. L’Amministrazione comunale infatti ha investito in modo deciso sulla videosorveglianza e sul controllo del territorio, realizzando una rete che è passata da circa 50 telecamere nel 2020 a oltre 300. Un salto quantitativo e soprattutto qualitativo, reso possibile da investimenti complessivi nell’ordine dei 250 mila euro, tra fondi comunali diretti e finanziamenti intercettati.

La scelta dell’Amministrazione è stata quella di non limitarsi alla sola funzione di deterrenza, quindi monitorare nel miglior modo possibile più aree, ma di integrare il sistema in una logica più ampia di presidio urbano. Le telecamere sono state infatti collegate anche a un sistema di controllo targhe in tempo reale che consente di monitorare i veicoli in ingresso e in uscita dalla città. Il sistema opera su due livelli: uno amministrativo, utile per la gestione dei transiti e delle infrazioni, e uno di monitoraggio collegato alle banche dati del Ministero dell’Interno. Questo consente alla Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine di individuare situazioni di rischio in tempo reale, monitorare punti sensibili e coordinare gli interventi più rapidamente, anche per eventi e manifestazioni.

La città ha potuto rafforzare il supporto ad attività investigative, perché questa rete di videosorveglianza permette di ricostruire movimenti di persone e veicoli e di identificare responsabili di reati attraverso l’individuazione di mezzi segnalati per reati gravi. Un impianto che contribuisce a ridurre in modo significativo i reati predatori e a migliorare la percezione di sicurezza sul territorio, che viene sempre integrata con la presenza di pattuglie. Emblematica la lettera di ringraziamenti ricevuta dalla GdF di Trieste per aver identificato e bloccato un criminale ricercato da tempo, non appena ha varcato le strade di ingresso verso la città.

Per un Comune come Macerata, più videosorveglianza significa soprattutto maggiore capacità di prevenire reati minori, supportare le indagini e controllare i punti sensibili del territorio. Questo sistema funziona davvero se inserito in una strategia più ampia di sicurezza urbana e, per questo, anche il potenziamento della mobilità ciclopedonale fa parte di una visione più ampia della sicurezza urbana, definito come controllo sociale diffuso: più persone presenti nello spazio pubblico significa meno zone vuote e meno opportunità per comportamenti illegali.

La rete di percorsi realizzati o in fase di completamento, stimata tra i 50 e i 60 chilometri complessivi, collega quartieri, frazioni, parchi e centro storico, favorendo una città più accessibile e più vissuta, anche nelle ore serali. Le piste ciclabili riqualificano aree urbane, riducono il degrado, recuperano percorsi prima marginali e aumentano la libertà di movimento di bambini, famiglie, anziani e studenti, offrendo una città più sicura e vivibile, non solo in termini di reati ma anche di traffico.

Tra i progetti di pista ciclabile figurano il collegamento da Sforzacosta al Boschetto Ricci fino a Collevario, la Via Lauretana, il tratto verso San Claudio e il circuito del cosiddetto “Giro delle Abbazie”, che unisce diversi punti di interesse del territorio e prevede anche un finanziamento di 300 mila euro per la manutenzione dei primi dieci anni.

La sicurezza non è una questione solo di ordine pubblico, ma significa una più alta qualità dello spazio pubblico. Una strategia che l’Amministrazione legge e attua come uno dei pilastri della trasformazione della città.


Dott. Carlo Scheggia