Cultura

La meravigliosa Barca della Resurrezione di Mario Vespasiani nella Cattedrale di Ripatransone

In occasione della Santa Pasqua la Cattedrale di Ripatransone si prepara ad accogliere un evento di straordinaria intensità spirituale e culturale: la collocazione dell’opera La Barca della Resurrezione di Mario Vespasiani. Su iniziativa del parroco don Nicola Spinozzi – da sempre attento non solo alla dimensione pastorale, ma anche alla valorizzazione dell’arte, della socialità e della cultura quali strumenti vivi di elevazione umana e religiosa – l’opera propone un dialogo tra sacro e contemporaneo.

La Barca della Resurrezione, realizzata nel 2025, rappresenta una tappa del percorso artistico di Mario Vespasiani, presentata a Genova presso il Galata Museo del Mare nell’ambito della mostra personale Heart of the Sea, si inserisce in una più ampia riflessione sul significato della vita, filtrata attraverso la potente metafora del mare e della navigazione. Se nelle opere precedenti il mare appariva come luogo di mistero, di pace e di smarrimento, qui diventa il teatro di una rivelazione definitiva. L’imbarcazione raffigurata è priva del suo capitano e dell’equipaggio, per diventare immagine evocativa del sepolcro vuoto: un simbolo che ribalta ogni logica terrena e apre alla dimensione del trascendente. Sulla prua svetta un Cristo scolpito in legno – applicato su un ramo a Y levigato dalle onde – che con ancora i segni della crocifissione indica la via del cielo. La materia stessa dell’opera — la rete dei pescatori come capelli, il legno segnato, i frammenti raccolti — diventa narrazione di una resurrezione che passa attraverso la fragilità.

Particolarmente suggestivo è lo scafo dell’imbarcazione, ricoperto da centinaia di francobolli provenienti da tutto il mondo: un mosaico di storie, viaggi, identità e all’interno, manoscritti e tracce di vissuto umano amplificano il senso universale dell’opera, trasformandola in una sorta di archivio simbolico dell’umanità. Ogni elemento parla dell’uomo: delle sue partenze e dei suoi ritorni, dei sogni e delle speranze, delle perdite e delle attese. In questo contesto, la collocazione nella Cattedrale durante la Pasqua assume un significato ancora più profondo. L’opera non è solo da contemplare, ma da “adoperare interiormente”: diventa una meditazione visiva sul mistero della Resurrezione, capace di parlare tanto al credente quanto a chi è in ricerca. È un’imbarcazione che attraversa i mari dell’esistenza — ora placidi, ora tempestosi — con la certezza di un approdo eterno, nelle braccia aperte del Risorto.