Regione

Cooperazione sociale: 129 cooperative attive, 5.500 occupati e 175 milioni di fatturato nelle Marche. Federsolidarietà traccia il bilancio e rilancia le sfide del welfare regionale e rielegge alla presidenza Giorgia Sordoni.

Civitanova Marche, 18 Marzo 2026 – Oltre 5.500 lavoratori, circa 175 milioni di euro di fatturato e 129 cooperative attive nel settore dei servizi di utilità sociale. La cooperazione sociale si conferma il principale comparto di Confcooperative Marche e uno dei pilastri del welfare regionale.

È quanto emerge dalla relazione presentata all’Assemblea 2026 di Federsolidarietà Marche, dal titolo “Oltre il giardino. Lo sguardo della cooperazione sociale”, che ha fotografato un sistema diffuso nei servizi sociali, sociosanitari e nell’inserimento lavorativo, con un ruolo centrale nella tenuta delle comunità locali.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico e cooperazione sociale sulle principali trasformazioni del welfare e sulle sfide emergenti nei territori marchigiani, tra cui l’invecchiamento della popolazione, le nuove povertà e il tema dell’inclusione lavorativa.

Alla sessione pubblica sono intervenuti Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Marche, la sottosegretaria alla presidenza della Regione Marche Silvia Luconi; Simone Poli, professore ordinario di Economia aziendale all’Università Politecnica delle Marche, e Luigino Quarchioni, portavoce del Forum del Terzo Settore Marche.

Nel corso dei lavori sono intervenuti inoltre Giorgia Sordoni, presidente di Federsolidarietà Marcherieletta all’unanimità nella carica, Stefano Granata, presidente nazionale di Federsolidarietà, che hanno approfondito dati, criticità e prospettive del settore, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della cooperazione sociale come attore centrale nella costruzione di risposte integrate ai bisogni delle comunità.

“Siamo di diritto i protagonisti della road map sull’economia sociale – ha evidenziato Giorgia Sordoni, presidente di Federsolidarietà Marche – La cooperazione sociale non è soltanto un sistema di servizi, ma una infrastruttura democratica che tiene insieme diritti, lavoro e comunità. Un ruolo che sarà sempre più decisivo per costruire un welfare inclusivo e sostenibile, capace di rispondere alle nuove sfide sociali del territorio”.

I dati delle fragilità sociali nelle Marche e le sfide del futuro.

Nel quadriennio 2022–2025, la federazione ha promosso tavoli territoriali su disabilità, anziani e salute mentale, partecipato alla definizione del Piano sociosanitario regionale, sostenuto il rinnovo del contratto delle cooperative sociali (oltre 15.000 lavoratori coinvolti) e sollecitato interventi su tariffe e sostenibilità dei servizi.

Le fragilità sociali nelle Marche, infatti, sono in aumento e sempre più interconnesse. Oltre il 27% della popolazione marchigiana ha più di 65 anni, cresce il numero degli anziani soli e circa un minore su dieci vive in condizioni di povertà relativa. A questi si aggiungono oltre 70.000 persone con disabilità e un aumento dei bisogni legati alla salute mentale e all’inclusione lavorativa.

Guardando al futuro, Federsolidarietà indica la necessità di un cambio di passo: passare da gestori di servizi a protagonisti nella costruzione delle politiche di welfare. Tra le priorità, l’associazione punta sullo sviluppo di modelli integrati tra lavoro, casa e tutela dei minori, il rafforzamento dell’inclusione lavorativa delle persone fragili, la promozione di nuove forme di abitare sociale e la costruzione di alleanze con il mondo profit, il tutto mantenendo una forte identità cooperativa.

Al centro del convegno anche il coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi decisionali e nella governance del sistema.

Foto: Giorgia Sordoni, Presidente Federsolidarietà Marche e alcuni momenti del convegno regionale del 18 marzo a Civitanova Marche.