Dal cuore dei Sibillini all’India: il film di Negrini “La luna sott’acqua” continua a collezionare successi
Dopo il grande successo al Sibillini Film Festival, dove ha conquistato giuria e pubblico, il film “La luna sott’acqua” di Alessandro Negrini continua a collezionare successi a livello internazionale. Il film conquista ora l’India con un doppio riconoscimento al Jalgaon International Film Festival: Premio della Giuria – Miglior Documentario e Premio Miglior Regia, con la cerimonia prevista il 1° marzo al Maulana Abdul Kalam Azad Auditorium, nella città di Chhatrapati Sambhajinagar, celebre per le grotte millenarie di Ajanta ed Ellora, Patrimonio UNESCO. Con questi nuovi riconoscimenti, salgono a 13 i premi internazionali conquistati dal film.
Precedentemente, La luna sott’acqua era stato proiettato ad Amandola, al Sibillini Film Festival, dove si era aggiudicato il premio come Miglior Film, sia tra i documentari sia tra i lungometraggi di finzione. Per Negrini, le Marche rappresentano un territorio speciale: il regista conserva un legame profondo con la regione, nato dalla sua amicizia con il fotografo Mario Dondero, con il quale girò l’Italia presentando uno dei suoi film precedenti, Paradiso, girato in Irlanda del Nord. Questa esperienza ha radicato in lui l’idea di un cinema che dialoga con luoghi, memoria resistenza e comunità. Negrini, noto a livello internazionale, è una delle voci più originali e sensibili del cinema contemporaneo, capace di raccontare il reale con poesia e profondità
Il regista ha dedicato entrambi i premi conquistati in India agli abitanti di Erto:
«Per la fiducia che mi hanno dato e per averci mostrato che ricordare può essere un atto di resistenza».
La luna sott’acqua racconta un aspetto poco noto della tragedia del Vajont: Erto sopravvisse al disastro, ma era comunque destinata a scomparire per motivi di profitto, vittima delle stesse logiche economiche che, dopo la catastrofe, tentarono di sfruttare ancora il bacino. Il film attraversa questo territorio ferito con uno sguardo unico e poetico, lontano dal documentario tradizionale. Negrini mescola testimonianza e visione, realtà e immaginazione, dando vita a un racconto onirico — definito dalla critica docusogno — in cui la memoria collettiva diventa esperienza viva e il passato un atto di resistenza.
La fotografia è curata da Oddgeir Saether, storico direttore della fotografia di David Lynch, mentre la voce narrante è di Maria Pia Di Meo, celebre doppiatrice di Meryl Streep, Jane Fonda e Vanessa Redgrave. La sceneggiatura è firmata insieme allo scrittore e sceneggiatore Fabrizio Bozzetti.
Il film è una co-produzione Italia–Slovenia, prodotto da Incipit Film e Casablanca Film, con il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film Commission, Film Commission Torino Piemonte, Norway Film Fund, Ministero della Cultura e Creative Europe MEDIA.