REPORT INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI ANNO 2025 NELLE MARCHE: PIÙ INFORTUNI GRAVI, PIÙ MALATTIE PROFESSIONALI, PREVENZIONE ANCORA DEBOLE
Gli Infortuni denunciati all’INAIL, nella REGIONE MARCHE nell’anno 2025 sono stati 16.889 con un
incremento dell’1.3% sullo stesso periodo del 2024.
14.074 in occasione di lavoro (+1.3%sull’anno precedente); 2.815 in itinere con un incremento
dell’1.3% identico a quello generale.
Sul dato regionale complessivo il 65,4% sono di uomini 34.5% di donne(+0.2%); 77,4% di lavoratori
italiani, 3.27% di lavoratori appartenenti alla UE e 19.2% di lavoratori di paesi extra UE, questi
ultimi registrano un incremento dell’9.2%.
Il settore industriale e servizi presenta un incremento dell’1,9%, mentre l’agricoltura mostra una
riduzione, ormai costante, dell’11.6%, quelli per “Conto dello Stato” hanno un incremento del
2.8% (da 2.751 a 2.829.
Circa i comparti il manifatturiero registra un aumento del 2.8% (da 2.607 a 2.680); mentre sono
sintomatici gli incrementi nei seguenti settori:
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche da 215 a 255; Fabbricazione di prodotti in
metallo (esclusi macchinari e attrezzature) da 573 a 596; Industrie alimentari da 242 a 268;
Costruzioni da 1.429 a 1.605 (+12,3%); Istruzione +13,6 (da 44 a 50); Sanità e assistenza sociale da
620 a 728 (+17,4%).
Tutte le province marchigiane segnano delle diminuzioni nelle denunce presentate all’Istituto ad
eccezione di quella di Fermo.
Provincia Anno 2024 Anno 2025 Differenza
VA Variazione %
Ancona 5.641 5.750 +109 +1,93%
Ascoli Piceno 2.195 2.221 +26 +1,18%
Macerata 3.528 3.545 +17 +0,48%
Pesaro Urbino 3.953 4.057 +104 +2,63%
Fermo 1.359 1.316 –43 –3,2%
Per quanto riguarda le fasce d’età più rilevanti, si osservano i seguenti incrementi negli infortuni
sul lavoro: 25–29 anni da 1304 a 1406 (+102; +7,8%); 60–64 anni da 1273 a 1386 (+113; +8,9%);
65–69 anni da 387 a 408 (+21; +5,4%); 70–74 anni da 135 a 139 (+4; +3,0%).
Anche gli infortuni Mortali segnano una crescita poiché si passa da 22 a 31 (+40,9%) di cui 27 in
occasione di lavoro (+87%); 5 con mezzi di trasporto (+16%);in diminuzione dell’40,9% quelli in
itinere. 27 sono del settore industria e servizi e 4 in agricoltura.
28 di lavoratori italiani (90%); 28 uomini; 9 del manifatturiero; le Costruzioni con 3 decessi è il
settore maggiormente colpito.
I dati delle provincie:
Macerata con 11 decessi è la provincia più colpita seguita da Ancona e Ascoli Piceno con 5 (per
quest’ultima si ricorda che erano 2 – +150%); poi Pesaro Urbino con 6 e Fermo con 4 morti, (stesso
dato dello scorso anno).
Riguardo le MALATTIE PROFESSIONALI purtroppo prosegue il trend negativo nella Regione poiché
queste passano da 7.725 a 7.987 (+3,4%); il 72,8% di uomini; l’88,5% di lavoratori italiani. Il 91,9%
sono del settore industria e servizi.
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Le Marche sono al quinto posto, dopo Toscana, Puglia, Emilia Romagna e Abruzzo in questa triste
classifica. Le province marchigiane presentano, nel 2025, il seguente andamento circa le patologie
professionali denunciate all’Istituto ovvero:
Provincia Anno 2024 Anno 2025 Differenza (v.a.) Variazione %
Ancona 1.729 1.656 –73 –4,22%
Ascoli Piceno 809 962 +153 +18,91%
Fermo 919 974 +55 +5,98%
Macerata 2.388 2.355 –33 –1,38%
Pesaro Urbino 1.880 2.050 +170 +9,04%
Denunce di malattie professionali per settore ICD-10 denunciato. Regione Marche
Categoria Anno
2024
Anno
2025
Differenza
(va)
Differenza
(%)
Tumori 63 55 −8 −12,70%
Malattie del sistema nervoso (G00–G99) 1.322 1.345 +23 +1,74%
Malattie dell’orecchio e apofisi mastoide
(H60–H95) 378 390 +12 +3,17%
Malattie del sistema osteo-muscolare e tessuto
connettivo (M00–M99) 5.554 5.636 +82 +1,48%
Malattie del sistema respiratorio (J00–J99) 65 70 +5 +7,69%
L’unico gruppo in diminuzione è quello dei tumori.
L’aumento più marcato in percentuale riguarda le malattie del sistema respiratorio.
In valore assoluto, la crescita maggiore è nelle malattie osteo-muscolari.
COMMENTO
“I numeri del 2025 raccontano una realtà che non possiamo più considerare episodica: nelle
Marche si continua a morire e ad ammalarsi lavorando. Gli infortuni aumentano, quelli mortali
crescono in modo impressionante, e le malattie professionali continuano a salire, soprattutto nei
settori più esposti come manifatturiero, costruzioni, sanità e metalmeccanica.
Colpisce il fatto che a crescere siano sia gli infortuni dei giovani sia quelli dei lavoratori più anziani.
È il segno di un mercato del lavoro che non tutela adeguatamente nessuno: né chi entra, spesso
con contratti precari e formazione insufficiente, né chi resta, costretto a lavorare più a lungo in
condizioni fisiche non sempre compatibili con mansioni pesanti. Ma il dato più grave riguarda la
prevenzione. Solo lo 0,4% delle risorse delle ASL (pari a 399 milioni di euro l’anno) è destinato agli
Spsal. Una quota irrisoria, che rende impossibile garantire controlli efficaci, ispezioni adeguate,
supporto tecnico alle imprese e tutela reale dei lavoratori. Con queste risorse, la prevenzione non
può funzionare. E quando la prevenzione non funziona, aumentano gli infortuni, aumentano le
malattie, aumentano i morti. La sicurezza sul lavoro non è un costo da tagliare, ma un
investimento che salva vite, riduce spese sanitarie e migliora la qualità del lavoro. Continuare a
ignorare questa evidenza significa accettare che ogni anno nelle Marche – e in Italia – si continui a
pagare un prezzo altissimo in termini di salute e vite umane. Serve una svolta vera, politica e
culturale. Serve adesso. 02/02/2025
DATI RIELABORATI FONTE OPEN DATA INAIL
DI GUIDO BIANCHINI PAST PRESIDENT COCOPRO INAIL ASCOLI PICENO
DATI PROVVISORI FONTE BANCA DATI INAIL E OPEN DATA RIELABORATI