La “colpevole ignoranza” degli abusi edilizi dell’assessore al bilancio Tiburzi ?
Sant’Elpidio a Mare- La vicenda dei due abusi edilizi a carico della società di cui è titolare l’assessore al bilancio del comune di Sant’Elpidio a Mare, ove il padre risulta amministratore delegato, il fratello comproprietario e la madre ex intestataria, continua a far parlare e discutere, soprattutto perchè il cambio di casacca è stato tutto in famiglia. La Tiburzi dopo essersi dichiarata estranea ai fatti, è passata pure al contrattacco dell’ex vicesindaco Greci e dell’ex consigliere Doppieri, come se loro avessero dovuto invece sapere. Ma spesso la pezza si sa, è peggio del buco.
“Non può scaricare le colpe addirittura sulla passata amministrazione- puntualizza in modo certosino il gruppo comunale Per Sem- perchè non potevamo tenere nell’ombra alcunché, dato che la denuncia del privato è datata 22-08-24, ovvero quando reggeva il Commissario, pertanto nessuno della precedente amministrazione (maggioranza e minoranza) poteva sapere. E se doveva sapere la precedente amministrazione, lei proprietaria della società dal 2022, invece poteva non sapere e non fare?”
Sicuramente chi compra senza controllare, compra anche i problemi e l’ignoranza, anche se dolosa, non è un salvagente giuridico. Nel caso in questione, l’assessore anche “se estranea ai fatti” a suo dire, aveva l’obbligo in qualità di nuovo titolare di verificare la regolarità urbanistica del bene, un principio affermato dalla stessa Cassazione. Inoltre se l’assessore in questione amministrasse la cosa pubblica con la stessa estraneità ai fatti con la quale si è fatta carico del passaggio di proprietà, cosa potrebbe davvero succedere alle casse e flussi finanziari comunali?
Un sindaco che sembra molto compiacente con la sua giunta, diveramente da come lo abbiamo conosciuto all’opposizione! E lo stop dei lavori per la non sicurezza del cantiere della scuola Bacci si poteva evitare? Diceva Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi sono una prova”.
Paola Pieroni