MutuiOnline.it: a dicembre tasso fisso al 3,34% in media, variabile al 2,64%
Il mercato dei mutui in Italia negli ultimi mesi sta attraversando un periodo caratterizzato dalla stabilità dei tassi di
interesse. Infatti, a seguito dello stop alle riduzioni del costo del denaro deciso dalla Banca Centrale Europea a partire
dalla riunione di luglio, secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it il TAN medio dei mutui a tasso variabile ha
smesso di scendere, dopo che dal 3,71% di gennaio era calato al 2,62% di giugno, stabilizzandosi attorno a quel valore
nei mesi scorsi e attestandosi a dicembre al 2,64%.
Per quanto riguarda il tasso fisso, invece, i rialzi registrati tra aprile e agosto causati dall’instabilità geopolitica a livello
mondiale hanno minato la fiducia degli investitori nel mercato, portando il TAN medio a salire dal 2,82% di marzo al
3,23% di fine estate. Da allora, l’allentarsi delle tensioni commerciali ha significato una stabilizzazione dei tassi di
interesse, con il TAN medio dei mutui a 20 e 30 anni che a dicembre si attesta al 3,34%. Su un mutuo ventennale da
140.000 €, la differenza nel TAN medio di 70bps si traduce in un risparmio sulla rata pari a 49 € al mese (751 € contro
800 €) e a 11.800 € sull’intera durata del finanziamento.
Mutui Green: TAN medio del fisso al 2,99% e variabile al 2,45%. Nel quarto
trimestre dell’anno il 93,3% degli italiani continua a scegliere il tasso fisso
Guardando alle soluzioni green, ovvero finalizzate all’acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica oppure alla
ristrutturazione per il miglioramento delle prestazioni energetiche dello stesso, si registrano inoltre tassi di interesse
inferiori fino a 30-40bps rispetto alla media di mercato. Questi mutui offrono infatti condizioni di finanziamento più
favorevoli dal momento che, trattandosi di strumenti in linea con le politiche europee a favore della transizione
ecologica, per queste soluzioni le banche offrono tassi agevolati. A dicembre, il TAN medio del fisso green si attesta
dunque al 2,99%, mentre il variabile è al 2,45% in media. In questo, caso la rata mensile del mutuo considerata in
precedenza scende a 776 € per il tasso fisso, ovvero 24 € al mese in meno rispetto alla media di mercato per questa
tipologia di finanziamento, per un risparmio di 5.900 € in 20 anni. Per il tasso indicizzato, invece, scegliere un mutuo
green permette di risparmiare 13 € al mese (rata mensile 738 €) e circa 3.100 € in totale rispetto alla media delle
offerte.
Nonostante ciò, nel trimestre in corso il 93,3% dei clienti di MutuiOnline.it continua a preferire il tasso fisso, dal
momento che il TAN medio offerto oggi dalle banche si attesta su un livello storicamente più che accettabile e
permette di bloccare la rata e mettersi al riparo da possibili fluttuazioni di mercato. Il tasso variabile, pur permettendo
un risparmio immediato sulla rata, assorbe solamente il 4,6% delle richieste, dato ancora lontano dai massimi del
2022 quando pesava per il 17,7% del mix delle domande a fronte di un tasso di interesse attorno all’1,50%.
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Le richieste per l’acquisto della prima casa sfiorano il 70%, quelle per la seconda
casa ai massimi dal 2022. Durata media dei mutui più alta degli ultimi 10 anni
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, nell’ultimo trimestre del 2025 il 69,9% delle richieste di mutuo
sono finalizzate all’acquisto della prima casa, dato in crescita rispetto al Q3 (quando erano al 63,9% del mix) e che
rappresenta il valore più alto registrato dal secondo trimestre del 2022. Le richieste per l’acquisto di una seconda casa,
invece, rimangono stabili al 9,2% del totale: in questo caso si tratta del dato più elevato degli ultimi 3 anni. Per quanto
riguarda la surroga, che permette di trasferire gratuitamente il mutuo da una banca a un’altra per approfittare delle
condizioni migliori offerte dal nuovo istituto, si osserva una contrazione delle richieste che coincide con la
stabilizzazione dei tassi. Queste sono infatti passate dal pesare per il 37,6% del totale nel primo trimestre dell’anno, al
31,0% del mix nel secondo, al 22,7% nel terzo e, in quello in corso, al 16,8%.
La durata dei finanziamenti nel corso del 2025 ha raggiunto un nuovo massimo dal 2015: secondo i dati
dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, la lunghezza media dei finanziamenti quest’anno ha toccato i 24 anni e 7 mesi, 4
mesi in più rispetto allo scorso anno e quasi 2 anni in più rispetto al 2021, quando era 21 anni e 8 mesi. Il trend di
crescita prosegue anche nell’ultimo trimestre dell’anno, dove si registra una durata media dei mutui pari a 24 anni e 8
mesi. In particolare, la quota di finanziamenti con una durata tra i 26 e i 30 anni sfiora oggi il 50% del totale,
arrivando a pesare per il 49,7% delle richieste.
Importo medio richiesto record, oltre 10.000 € maggiore rispetto a 5 anni fa. Età
media dei richiedenti sotto i 40 anni
Guardando ai dati relativi all’importo medio richiesto dai mutuatari, nel 2025 si registra il massimo storico con una
somma pari a 143.700 € in media. Oltre a trattarsi del dato più alto registrato dal 2015, il trend di crescita registrato
negli ultimi 3 anni ha portato a un aumento della media degli importi richiesti di oltre 10.000 € rispetto al 2020,
quando il dato era pari a 133.000 €. Questo dato, insieme all’aumento della durata media dei mutui, è sintomo di
fiducia nel mercato anche da parte degli istituti di credito, che concedono finanziamenti sempre più lunghi per somme
sempre maggiori. Nel trimestre in corso l’importo medio richiesto è pari a 145,700 €, dato in crescita rispetto al Q3
(quando era di 143.100 €) dovuto dall’aumento della quota richieste per somme sopra i 200.000 €, che dal 14,5% del
totale del trimestre scorso sono passate al 15,7% in quello attuale, dato più alto degli ultimi 3 anni. Per quanto
riguarda il valore medio degli immobili oggetto di richiesta di mutuo, nel 2025 si registra un dato pari a 227.000 €, in
aumento di circa 2.000 e rispetto allo scorso anno (quando era di 225.200 €).
Infine, quest’anno l’età di chi richiede un finanziamento si attesta sotto i 40 anni, con una media registrata di 39 anni
e 9 mesi. Nell’ultimo trimestre dell’anno il dato scende a 39 anni e 7 mesi in media, a fronte di una crescita rispetto al
precedente per quanto riguarda le richieste da parte di giovani Under 36, passate dal 38,6% del totale al 40,9%.