Francesca Paolucci ribadisce: «Chiusura di Ca’ Asprete nel 2028».
Nell’incontro pubblico di Babbucce la candidata ha confermato il suo impegno
nei confronti della comunità locale che dal 1991 convive con la vicina
discarica.
Fermezza per il proprio impegno politico nei confronti di una comunità che dal 1991 convive con la
discarica, che l’ex sindaco di Tavullia Francesca Paolucci chiama «Il nostro vicino». «E’ bene che
di questa responsabilità, che abbiamo accettato in questi 34 anni – ha detto – si facciano carico
altri territori o si scelgano nuove soluzioni, perché in una comunità gli oneri vanno suddivisi per il
bene di tutti». Nell’incontro svoltosi nel centro civico di Babbuce martedì sera, la candidata al
Consiglio regionale per la lista civica “I Marchigiani per Acquaroli” Francesca Paolucci, ha voluto
ripercorre una battaglia che l’ha vista protagonista, fin da giovanissima, quando nel 1991 il sito di
Ca’ Asprete veniva scelto per la discarica. Ha ricordato quanto, insieme a molti dei presenti in sala,
è stato fatto per migliorare la problematica situazione di coabitazione col «nuovo vicino che creava
grande disagio». Dal 2009, grazie all’implementazione di nuovi sistemi di lavoro, viene finalmente
facilitata la convivenza. Poi l’ampliamento del 2014 per 1 milione e 650 mila metri cubi che
avrebbe dovuto garantire altri 16 anni di operatività fino al 2030. I successivi dieci anni Francesca
Paolucci li affronta come sindaco di Tavullia a dibattere con l’attuale candidato alla presidenza
della Regione Matteo Ricci, nell’assemblea dei sindaci, per raggiungere l’obiettivo della chiusura
anticipata della discarica al 2028, mentre l’allora sindaco di Pesaro parlava esclusivamente di
ampliamento, «perché riteneva e, e ritiene ancora oggi – ha sottolineato la candidata –, che
qualsiasi scelta di un nuovo sito crea della tensioni, come lui stesso ha dichiarato nella seduta del
Consiglio comunale del 30 ottobre del 2023». «Se guardo le forze politiche dell’alleanza di
centrosinistra – ha aggiunto Paolucci, motivando la sua scelta di pragmatismo politico – leggo un
“no” a qualsiasi scelta innovativa e alla individuazione di un nuovo sito. Questa rigida posizione
non può che tradursi in un ampliamento della nostra discarica, ma io mi impegnerò perché il nostro
sacrificio abbia una data finale e lo potrò fare con maggiore forza se avrò il mandato in Regione,
dove potrò compiere azioni concrete e incidere per un obbiettivo chiaro, che mi sta a cuore e che
rappresenta uno dei temi centrali del mio impegno politico. Ho voluto questo incontro – ha
concluso – con chi vive, come la mia famiglia, vicino a una discarica, con coloro che hanno fatto la
loro parte in questi anni responsabilmente, perché sia chiaro che il mio non è uno slogan ma un
preciso impegno affinché la discarica di Ca’ Asprete venga definitivamente chiusa».