Teatro Pergolesi di Jesi una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini di “Tosca” di Puccini

Si chiude venerdì 16 dicembre ore 21 e domenica 18 dicembre ore 16 la 55esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi, con uno dei più amati titoli del grande repertorio: “Tosca” di Giacomo Puccini. La recita della domenica sarà accessibile anche a un pubblico di non vedenti/ipovedenti e non udenti/ipoudenti, grazie al sostegno della Regione Marche, e alla collaborazione con ALI – Accessibilità Lingue Inclusione e alla consulenza scientifica della Prof.ssa Elena Di Giovanni (Università degli Studi di Macerata), nell’ambito del progetto regionale “Marche For All – IV Linea progettuale: Percorsi di arte e spettacolo. Per un turismo culturale dei disabili sensoriali”.

Il melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal drammatico romanzo di Victor Sardou, rivive in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini, con allestimento dell’Opéra-Théâtre de Metz Metropole.

Dirige l’opera Nir Kabaretti, la regia è di Paul Emile Fourny, quest’ultimo autore delle scene insieme a Patrik Méeus. I costumi sono di Giovanna Fiorentini, le luci di Patrik Méeus. Suona la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, cantano il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” (maestro del coro Riccardo Serenelli), e i Pueri cantores “D. Zamberletti” di Macerata diretti da Gian Luca Paolucci. Protagonista nel ruolo titolo è Francesca Tiburzi, affiancata da Raffaele Abete (Mario Cavaradossi) e da Devid Cecconi (Scarpia); completano la compagnia di canto Alessandro Della Morte (Cesare Angelotti/un carceriere), Giacomo Medici (Sagrestano/Sciarrone/un gendarme), Orlando Polidoro (Spoletta); un pastore (voce bianca) è Petra Leonori.

A Roma nel 1800, il pittore Mario Cavaradossi offre aiuto ad un prigioniero politico in fuga, Cesare Angelotti, ricercato da Scarpia, il terrificante capo della polizia papalina, falso devoto e uomo senza scrupoli. Desiderando di fare sua l’amante del pittore, la cantante Floria Tosca, Scarpia la manipolerà per provare a catturare il prigioniero, eliminare Cavaradossi e possedere la donna… Amore, gelosia, cospirazioni, crudeltà si fondono in questo lavoro emblematico di Puccini, che ci regala anche uno dei più bei ritratti di donna e alcune tra le arie d’opera più celebri del repertorio lirico.

“Puccini con suo genio sapeva dare una musica speciale ad ogni carattere, ogni personaggio ha la sua musica. Fare la Tosca in Italia con un cast italiano è il massimo che un direttore musicale può chiedere, ma è un titolo amato in tutto il mondo perché l’emozione del linguaggio musicale tocca il cuore di ciascuno di noi”, è il commento di Nir Kabaretti, direttore d’orchestra di fama internazionale, nonché direttore musicale e artistico della Santa Barbara Symphony in California e della Israel Sinfonietta Be’er Sheva.

“La Tosca è l’opera più teatrale di Puccini; senza l’ouverture, ci immerge direttamente nell’azione. È quasi uno spettacolo intimo a porte chiuse, un’intima porta chiusa tra i quattro protagonisti, che muoiono tutti di morte violenta nel giro di ventiquattr’ore. Sfortunatamente, il destino non ha giocato a loro favore. Per esprimere questo, ho avuto l’idea di mettere in scena, accanto a ciascuno di loro, un angelo custode che osserva il corso delle cose ma non lo cambia”, fa sapere Paul Emile Fourny, regista dell’opera e direttore artistico del Teatro dell’Opera di Metz Métropole, che torna a Jesi dopo le regie di “Werther” di Massenet (2007), “Aucassin et Nicolette” di Castelnuovo Tedesco (2019) e di Carmen (2019). Per questo titolo, Fourny ha scelto una regia di tradizione, rispettosa dell’ambientazione e dell’epoca. “Non volevo trasporre l’azione di Tosca ai giorni nostri – prosegue – Siamo all’inizio dell’Ottocento, sia in termini di scenografie che di costumi. D’altra parte, non volevo una scenografia pesante e imponente che schiacciasse l’intimità esistente tra i protagonisti. Ecco perché abbiamo utilizzato proiezioni video che evocano metaforicamente i diversi luoghi della trama. Inoltre, il ritmo dell’azione e le emozioni suscitate dall’opera prefigurano un’altra arte nascente, il cinema!”

Iniziata lo scorso 21 ottobre, la 55^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi  ha proposto un cartellone caratterizzato dal ritorno di titoli del grande repertorio – assenti nei due anni di pandemia per le esigenze di distanziamento in palcoscenico – e da un importante debutto: “Il Trovatore” di Verdi, “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini (opera rappresentata a Jesi solo nel 1834), la nuova commissione dell’opera contemporanea “Delitto all’isola delle capre” dal dramma di Ugo Betti con musica di Marco Taralli in prima esecuzione assoluta, e infine la “Tosca” di Puccini. Quattro titoli per 12 repliche al pubblico, che hanno visto il “Pergolesi” impegnato in un grande sforzo produttivo insieme ad una rete di teatri nazionali ed europei.

La Stagione Lirica del Teatro Pergolesi è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Marche, Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipante Aderente Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche. Educational partner Trevalli Cooperlat, sponsor P.S. Medical Center e sponsor tecnico Miriam Montemarani. Si ringraziano Emme Tre s.r.l e tutti i MECENATI 2022 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

Biglietti da € 15 (loggione) a € 70 (Platea e palchi centrali)

Info: www.fondazionepergolesispontini.com

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Simona Marini

Area Ufficio Stampa – Press Office Area

Fondazione Pergolesi Spontini
Teatro G.B. Pergolesi