La Convenzione di Stoccolma

La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici è stata firmata in occasione di un convegno tenutosi
a Stoccolma dal 22 al 23 maggio 2001, ha l’obiettivo di eliminare o ridurre quanto più possibile l’uso dei
POO, sostanze nocive per la salute umana e per l’ambiente definite inquinanti organici persistenti (si tratta
di composti chimici con proprietà tossiche che si propagano nell’aria, nell’acqua o nel terreno e, a causa
della loro scarsa degradabilità, risiedono nell’ambiente per lungo tempo).
Prevede in particolare una serie di impegni vincolanti, ovvero divieti e limitazioni di fabbricazione e di
impiego per i prodotti commerciali (pesticidi e/o prodotti chimici industriali). La produzione non
intenzionale delle seguenti sostanze, prodotte ed emesse ad esempio durante i processi di combustione,
deve essere ulteriormente ridotta, se non eliminata. La Convenzione di Stoccolma stabilisce criteri e
procedure in base ai quali altre sostanze possono essere inserite negli allegati della Convenzione. Le
sostanze devono essere molto persistenti, soggette a bioaccumulazione in animali e piante ed essere
trasportabili su lunghe distanze. Inoltre, devono avere effetti tossici dimostrati sulla salute umana o
sull’ambiente. I trasformatori e i condensatori contenenti PCB devono essere messi fuori esercizio entro il
2025 e smaltiti nel rispetto dell’ambiente. Occorre inoltre promuovere la migliore tecnica e la migliore
prassi ambientale disponibili nell’ambito di processi di combustione e di produzione che possono generare
emissioni di POP. Per l’attuazione di questi impegni dovranno essere adottate delle misure, soprattutto da
parte dei Paesi in via di sviluppo e da quelli emergenti. Per sostenerli in tale compito, la Convenzione
prevede aiuti finanziari come pure il trasferimento di conoscenze e tecnologie. Un altro impegno della
Convenzione di Stoccolma è l’istituzione di un piano di attuazione nazionale nel quale ciascun Paese
illustrerà la propria situazione nell’ambito della problematica relativa ai POP e delineerà le proprie
strategie per l’eliminazione di questi inquinanti. La Svizzera ha presentato il proprio piano di attuazione
nell’aprile del 2006 e una prima revisione dello stesso nell’agosto 2012. L’efficienza della Convenzione di
Stoccolma viene regolarmente verificata. A questo scopo vengono misurate le concentrazioni dei POP
nell’aria o negli esseri umani (nel sangue o nel latte materno). La Svizzera ha partecipato allo studio sui POP
nel latte materno coordinato dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e dall’UNEP (Programma
delle Nazioni Unite per l’ambiente).
Con legge 12 luglio 2022, n. 93 l’Italia, con ben 22 anni di ritardo, ha ratificato la Convenzione di Stoccolma
del 2001 sugli inquinanti organici persistenti (Pop) a protezione della salute e dell’ambiente. Entro due
anni dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministero della transizione ecologica adotterà, di concerto
con i Ministeri dello sviluppo economico, delle politiche agricole, della salute e delle infrastrutture, un
Piano d’azione nazionale per la riduzione delle emissioni di POPs. Per l’adozione del predetto Piano il
Ministero della Transizione si avvarrà del supporto tecnico-scientifico dell’ISPRA. Oltre a fungere da
autorità nazionale competente e da punto di contatto per lo scambio delle informazioni con gli altri Paesi e
il Segretariato della Convenzione, il Ministero della Transizione Ecologica promuoverà iniziative per favorire
la sensibilizzazione e la diffusione delle informazioni sui POPs, sviluppando metodologie per la stima delle
quantità annuali di POPs emesse o rilasciate annualmente nell’ambiente.
MAURIZIO DONINI