“SUL BIODIGESTORE E SULL’AGRIVOLTAICO, DUE PESI E DUE MISURE DA PARTE DELLA PROVINCIA”.

Terre Roveresche, 6 ottobre 2022. “La netta sensazione è che per il presidente della
Provincia ci siano figli e figliastri. Che non tutti i comuni, e di conseguenza i rispettivi
cittadini, abbiano la stessa importanza e credibilità”. Parole dei sindaci di Terre
Roveresche, Antonio Sebastianelli, di Mondavio, Mirco Zenobi e di Fratte Rosa,
Alessandro Avaltroni, che rilevano “due pesi e due misure adottati sulla questione
biodigestore di Barchi e quella, recentissima, dell’agrivoltaico tra Fano e Cartoceto”.
“Questi due ultimi comuni – argomentano i tre primi cittadini – stanno dicendo ‘no’
all’impianto di produzione energetica e il presidente Paolini si è precipitato in loro
soccorso, convocando addirittura un vertice negli uffici di via Gramsci ed esprimendo forte
preoccupazione per quanto si dovrebbe realizzare, che ‘deturperebbe il territorio e
distruggerebbe le sue bellezze, creando ulteriori disagi ai cittadini di una’area già provata
da altre situazioni’. Lo stesso presidente ha aggiunto che ci sono siti e luoghi più idonei
per tali impianti. Benissimo, condivisibile”.
“Peccato, però – incalzano i sindaci – che alcuni chilometri più all’interno ci siano altri tre
comuni, Terre Roveresche, Mondavio e Fratte Rosa, che da due anni, con atti ufficiali,
stanno combattendo contro il progetto del biodigestore da 50mila tonnellate che
un’azienda privata vorrebbe costruire a Barchi e la Provincia non solo non è scesa in
campo al fianco di queste tre comunità, ma al termine di una conferenza di servizi durata
oltre un anno e articolatasi in 4 riunioni durante le quali Terre Roveresche, Mondavio e
Fratte Rosa hanno presentato pile di osservazioni che hanno messo in luce tutte le enormi
criticità di quel progetto, ha addirittura rilasciato l’autorizzazione alla costruzione
dell’impianto. Tant’è che per scongiurare la realizzazione di un simile scempio, adesso
siamo costretti a spendere denaro pubblico per il ricorso al Tar e altrettanto stanno
facendo di tasca loro i cittadini attraverso il comitato ‘A difesa del territorio’”.
Sebastianelli, Zenobi e Avaltroni aggiungono: “Ci sono siti più adatti per fare l’agrivoltaico?
Figuriamoci per un biodigestore che dovrebbe raccogliere tutti i rifiuti organici della
provincia o quasi, che per logica e per legge andrebbe costruito in una zona industriale
servita da un’adeguata viabilità e dotata di una rete del metano. E, invece, l’attenta
Provincia, che ora scende in campo con Fano e Cartoceto, ha dato l’ok per una zona
agricola a Barchi, con strade vergognose gestite dalla stessa Provincia, senza una linea
del gas e su un terreno in frana. Le uniche ricchezze che abbiamo sono l’aria pulita, la
bellezza del paesaggio e le eccellenze agroalimentari e rischiamo che siano
compromesse anche queste”.

Nella foto, da sinistra a Destra, Alessandro Avaltroni, Antonio Sebastianelli e Mirco
Zenobi.