CGIL CISL UIL: pandemia, la sanità è di nuovo nel caos. Basta propaganda, dalla Regione vogliamo soluzioni!

Il caos dei giorni scorsi agli hub vaccinali, in occasione degli open day è stato solo l’ultima
conferma di una gestione inadeguata dell’emergenza pandemica da parte della Regione
Marche, molto attenta nella propaganda ma molto meno capace di affrontare la situazione.
Inadeguatezza, disorganizzazione, sottovalutazioni di fronte a una situazione che si sta
aggravando sempre più e che ha riportato, ormai da tempo, la sanità marchigiana in piena
confusione. Confusione pagata a caro prezzo dal personale sanitario, messo a dura prova
da due anni di emergenza pandemica, e soprattutto dai cittadini marchigiani.
Nell’intervista al Corriere Adriatico di domenica il Presidente Acquaroli ha dichiarato che il
livello dei contagi è tale da avere “un impatto ancora basso sulle ospedalizzazioni”. C’è da
chiedersi se il Presidente conosca davvero i dati dei ricoveri visto che ieri risultavano
complessivamente ben 522 persone ricoverate o comunque presi in carico dal sistema
sanitario nelle Marche: 112 nelle terapie intensive o semi-intensive, 192 negli altri
reparti ospedalieri, 148 nelle RSA e altre 70 “parcheggiate” nei Pronto Soccorso.
L’occupazione dei posti letto dell’area medica è arrivata al 25%, sopra la media nazionale
(24%): dunque un paziente su quattro è ricoverato per Covid. Ma preoccupano
soprattutto i ricoveri nelle terapie intensive: secondo i dati ufficiali i pazienti Covid
occupano il 21% dei posti letto complessivi (a fronte di una media nazionale del 17%),
percentuale che salirebbe al 27% se si escludessero dal conteggio i 42 posti letto del
Covid Hospital di Civitanova attualmente non disponibili.
La gravità della situazione è ancora più evidente se si considera il numero dei ricoverati
nelle terapie intensive in rapporto alla popolazione che colloca le Marche al 4° posto
dopo Valle d’Aosta, Provincia di Trento e Veneto.
Intanto negli ospedali si registra un’altissima tensione, non solo perché si sta gestendo
l’emergenza Covid ormai da due anni ma perché l’organico è ridotto a numeri che hanno
dell’inverosimile. Sono state nuovamente bloccate le ferie e interi reparti stanno
ridimensionando pesantemente la propria attività per destinare il personale alle terapie
intensive, si pensi all’attività delle chirurgie fortemente compromessa in quasi tutte le
realtà, per non parlare dell’impatto del personale sanitario infettato dal Covid o comunque
in quarantena.
Caos anche nelle vaccinazioni, dove peraltro le Marche non hanno mai brillato per
risultati visto che la percentuale di vaccinati è tra le più basse d’Italia.
“Il modello totalmente autoreferenziale utilizzato dall’Assessore Saltamartini e dal
Presidente Acquaroli – affermano Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Claudia

Mazzucchelli, Segretari di CGIL CISL UIL Marche – mostra tutti i suoi limiti nel
fronteggiare le insidie della pandemia in fase di ripresa ma non meno gravi rimangono i
ritardi sul superamento di tutte le altre criticità del sistema con particolare attenzione
all’integrazione socio-sanitaria, alla prevenzione e alla medicina territoriale”.
E’ ora di mettere fine alla propaganda e di affrontare la situazione seriamente attraverso
modalità del tutto diverse da quelle utilizzate nell’ultimo anno.
Ancona, 11 gennaio 2021

Le Segreterie di CGIL CISL UIL