PROVINCIA MC: 25 novembre – giornata per la prevenzione della violenza contro le donne

Ogni ricorrenza corre il rischio di riprodurre riti e parole di circostanza, che finiscono magari per indebolire o trasformare le ragioni originarie della ricorrenza stessa. Nel caso della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’imperativo di evitare ogni retorica ridondante, ogni faciloneria, ogni posa insincera si impone in modo particolare.

Occorre, dunque, da una parte: rispettare il dramma delle realtà e delle situazioni che questa Giornata evoca; e dall’altra parte: concentrarsi sugli strumenti per affrontare e combattere la piaga o meglio lo scandalo vero e proprio della violenza contro le donne.

Una Istituzione come la Provincia di Macerata, all’interno della quale ho l’onore e l’onere di ricoprire da poche settimane il ruolo di Consigliera di Parità, può e deve contribuire a far crescere negli ambienti della politica e dell’amministrazione pubblica, ed in generale in tutta la società, una sensibilità maggiore sul tema ed una partecipazione attiva fatta di conoscenza, vigilanza, e formazione.

La conoscenza è essenziale perché consente di far arrivare alla mente e al cuore delle persone la tragedia inaccettabile di una violenza che spesso provoca gravi ferite fisiche e psicologiche e talvolta addirittura persino la morte, magari come esito di una infinita persecuzione o di una improvvisa aggressione.

Si discute ogni tanto sull’opportunità o meno della diffusione delle notizie sui fatti di cronaca nera riguardanti questo triste fenomeno, che interessa peraltro le aree metropolitane come quelle più isolate. Secondo alcuni si rischierebbe un eccesso di informazione, sino alla spettacolarizzazione del dolore e della tragedia.

Questo può essere vero in alcuni casi, certo, ma non dimentichiamo che per troppo tempo la violenza contro le donne ha subìto una censura fatta di negazione e di ipocrisia, di accomodamenti e di giustificazioni.

La conoscenza pubblica di ciò che va a comporre la tragica cronaca nera della violenza contro le donne, pur con tutte le accortezze e le prudenze del caso, è un presupposto indispensabile. Come si può infatti combattere un fenomeno così odioso, se della sua esistenza non c’è una sufficiente consapevolezza sociale e culturale?

Un ruolo fondamentale lo ricoprono i mass media, tradizionali e non, ma è altrettanto importante che le istituzioni ai vari livelli rilancino e curino una conoscenza più articolata e approfondita delle situazioni e degli eventi.

È necessaria tuttavia anche una attività diffusa di vigilanza, cioè di attenzione a ciò che accade accanto e attorno a noi. Operatori sociali, forze dell’ordine e magistratura svolgono una funzione essenziale e primaria, ma anche la singola persona è chiamata a non voltarsi dall’altra parte, a non fare finta di niente quando si accorge che la violenza contro le donne diventa purtroppo fatto concreto dentro la comunità sociale.

Inoltre, occorre fare passi in avanti e mobilitare persone e risorse a favore di un’opera di formazione e sensibilizzazione che faccia crescere una rete di attenzione e solidarietà, sulla base di una mentalità libera dall’indifferenza e dal giustificazionismo. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi devono crescere e maturare dentro un ambiente che li formi ad apprezzare e difendere la libertà e il rispetto dell’altra persona che incontrano e con cui si mettono in relazione.

Questa Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne non è una questione riservata alle donne e al femminismo impegnato, ma deve servire a coinvolgere anche (e per certi versi soprattutto) gli uomini, perché siano essi i primi testimoni di valori, sensibilità e atteggiamenti nuovi.

L’umanità ha fatto molti progressi in tanti settori, superando ostacoli enormi, raggiungendo traguardi storici e anche abolendo costumi radicati nei secoli ma riconosciuti finalmente incompatibili con valori etici e norme giuridiche. Perché arrendersi allora di fronte alla violenza contro le donne o accontentarsi di controllare e ridurre, quando occorre piuttosto, come indica appunto il titolo di questa Giornata, eliminare un fenomeno inaccettabile?

Anche il nostro territorio ha bisogno di strategie e interventi che restituiscano alle donne, nella concretezza della loro vita, il diritto di pensare, studiare, lavorare, amare, essere leader nell’impresa, nella politica, nel sociale, senza dover subire il peso, la minaccia, il ricatto della violenza; senza doversi sentire prigioniere invece che libere; senza dover fare i conti con dilemmi e ansie, con dubbi e paure, quando diventa difficile persino trovare la forza per chiedere aiuto.

Come Consigliera di parità della provincia di Macerata, confermo il mio impegno istituzionale e personale perché si compiano passi concreti nella direzione giusta. Mettere tra le priorità la lotta per tutelare e liberare le donne dalla violenza non è una rivendicazione di genere ma il riconoscimento che l’umanesimo della nostra civiltà ha bisogno di un pensiero profondo, di un orizzonte grande, di un cuore generoso.

Dott.ssa Deborah Pantana

Consigliera di Parità della Provincia di Macerata

consiglieradiparita@provincia.mc.it