Dopo il reiterato No di Mattarella, nuovi scenari!

Si fanno più chiari di giorno in giorno i percorsi, pochi per la verità che dovranno portare all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Ci sono alcuni fattori che offrono significativi sprazzi di illuminazione su quello che potrebbe essere il percorso. In primo luogo l’atteggiamento delle forze di centro destra destinate a vedere ridotti i loro consensi nel giro dei prossimi mesi, con la conseguente minore pressione sulla richiesta di elezioni anticipate. Il secondo elemento ruota intorno alla figura di Di Maio in qualità di uno dei king maker per l’elezione del capo dello Stato. Il ruolo del Ministro degli Esteri è destinato a crescere e diventare centrale a fronte della necessità di compattare da un lato il M5S, e dall’altro do offrire il contributo solidale del movimento ad una scelta di alto profilo in una elezione che si profila molto simile alla elezione che vide salire al colle Scalfaro. Nessuno dei nomi oggi in circolazione è spendibile per il colle con i nuovi equilibri. A gennaio in uno scenario significativamente mutato da sondaggi via via sempre più preoccupanti per alcune “forze politiche”, ma non partiti, alcuni incendiari si trasformeranno in  pompieri e a quel punto sarà gioco forza votare un nome ancora coperto, ma non sconosciuto, utile a diverse componenti al loro interno e all’esterno con la consapevolezza di dover ancora utilizzare  la sapienza di Draghi per portare il Paese fuori dalle secche e aggredire in qualche modo il moloch del debito pubblico. Ad oggi lo scenario sembra inverosimile ed azzardato, da dopo il 20 Dicembre tutto diventerà più chiaro e leggibile e quello che ora non appare neppure ipotizzabile, potrebbe diventare ben presto realtà. Con la conseguenza di togliere d’impaccio molti e le castagne dal fuoco a taluni.

ARES